venerdì 14 agosto 2026 - 18:52
I falsi salvatori della politica

Cambiano i partiti, gli slogan e i leader, ma la promessa di un uomo capace di “salvare” la società continua a ripetersi. Per chi crede, però, nessun governante può essere il vero Salvatore.

Agenzia Hawzah News – Da destra a sinistra, passando per il centro, la politica moderna continua a riproporre una promessa ricorrente: arriverà qualcuno capace di salvare il Paese.

In Italia, dalla destra di Salvini e Meloni alle nuove figure come Vannacci, si ripresenta continuamente qualcuno che si propone come l’uomo della svolta, capace di difendere, risollevare e finalmente “salvare” l’Italia. Negli Stati Uniti, in epoche diverse, abbiamo visto dinamiche analoghe attorno a Reagan, Bush e Trump.

Ma il fenomeno non appartiene alla sola destra. Anche la sinistra ha avuto i suoi leader investiti di aspettative quasi salvifiche: uomini e donne chiamati a incarnare il cambiamento, la giustizia, l’uguaglianza e la trasformazione della società.

E quando destra e sinistra falliscono, entra in scena il centro: il moderato, il tecnico, l’esperto, il tecnocrate, presentato come colui che, finalmente con competenza e pragmatismo, riuscirà a rimettere ordine dove la politica ha fallito.

Cambiano gli slogan e le ricette, ma il meccanismo può essere lo stesso: trasformare un uomo politico in un “salvatore”.

La destra promette di salvare la nazione difendendola; la sinistra trasformandola; il centro amministrandola con competenza. Ma nessun uomo può essere all’altezza di aspettative di questo genere.

Quando la politica assume così una dimensione quasi messianica, il cittadino non si limita più a scegliere un governante: comincia a credere nel governante. E quando il presunto “salvatore” fallisce, spesso non si abbandona il meccanismo: si cerca semplicemente quello successivo.

Salvini, Meloni, Vannacci, Reagan, Bush, Trump e gli altri: cambiano i nomi, i volti e gli slogan. Ma finché si cerca nell’uomo la salvezza dell’uomo, il ciclo continua.

Questo non significa che destra, sinistra e centro siano uguali, né che le loro idee abbiano lo stesso valore. Significa che nessun politico dovrebbe essere trasformato in una figura messianica. Un governante può amministrare bene o male, migliorare alcune condizioni della società o peggiorarle: rimane comunque un uomo.

Per chi crede, la distinzione è essenziale: una cosa è il governante e un’altra è il Salvatore.

Il primo può governare la città degli uomini.

Il secondo è Colui che salva l’uomo.

Forse, allora, la vera domanda non è quando finirà la ricerca del prossimo “salvatore” politico, ma quando l’uomo smetterà di cercarlo nel luogo sbagliato e tornerà a cercare il vero Salvatore (che Iddio ne affretti la manifestazione).

Mostafa Milani Amin

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