Agenzia Hawzah News – L'Ayatollah Arafi, durante il sermone della preghiera del venerdì tenuto a Qom il 16 Mordad 1405 (7 agosto 2026), ha affermato che la recente guerra e il confronto di civiltà hanno offerto importanti lezioni per il mondo, illustrando otto insegnamenti fondamentali della resistenza.
1. Il crollo dell'etica contemporanea. Secondo Arafi, le grandi potenze hanno oltrepassato ogni limite morale, mentre le proteste popolari in Occidente non sono riuscite a fermare le ingiustizie, segno del collasso dell'ordine etico mondiale.
2. Il fallimento del sistema giuridico internazionale. Organismi come il Consiglio di Sicurezza hanno dimostrato la loro impotenza o complicità di fronte alle ingiustizie, lasciando prevalere la legge del più forte.
3. La vera natura degli Stati Uniti e del regime sionista. Arafi ha ricordato che le recenti guerre hanno reso evidenti a tutti i loro crimini, citando genocidio, uccisioni di civili e bambini e distruzione di infrastrutture.
4. L'inaffidabilità dei negoziati. Gli avversari, ha affermato, hanno violato i propri impegni, dimostrando che non è possibile fare affidamento sulle loro promesse.
5. L'inutilità della sicurezza garantita dagli Stati Uniti. I Paesi della regione hanno compreso che la protezione americana non offre una sicurezza reale.
6. La fragilità della potenza americana. Pur apparendo forte, gli Stati Uniti hanno mostrato i propri limiti di fronte all'Iran e all'Asse della Resistenza.
7. La fermezza del popolo iraniano. Rivolgendosi ai leader dei Paesi nemici, Arafi ha dichiarato che il popolo iraniano continuerà a sostenere l'Islam, la Rivoluzione Islamica, la Guida della Rivoluzione e le Forze Armate senza arretrare.
8. Il riconoscimento del valore della resistenza. Secondo Arafi, il mondo ha compreso il valore di una resistenza intelligente. I nemici speravano nella resa dell'Iran, ma hanno fallito, e il sangue dei martiri dell'Iran e della Resistenza sarà vendicato.
L’Ayatollah Arafi ha aggiunto che il proseguimento di questo cammino richiede consapevolezza, lungimiranza, coraggio, progresso scientifico e tecnologico, unità ideale e sociale e coesione sotto la guida dell'Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei.
Ha inoltre ribadito che il rafforzamento delle capacità militari, di sicurezza e difensive costituisce una necessità vitale e un dovere delle Forze Armate, delle università e dello Stato, insieme a una gestione ispirata allo spirito del jihad e al sostegno del popolo.
Sul piano interno ha richiamato la necessità di rafforzare i valori religiosi e culturali, in particolare l'attenzione all'hijab e alla moralità pubblica, affermando che la purezza della società è una condizione essenziale per la continuità della resistenza. Ha infine ringraziato quanti hanno contribuito all'organizzazione di un Arbain grandioso in Iran e Iraq, definendolo un evento di grande valore religioso e civile, meritevole di ulteriori studi e investimenti.
Nel primo sermone della preghiera del venerdì, Arafi ha spiegato che la resistenza si fonda su due elementi essenziali: la dignità (ʿizza), che conferisce forza e fierezza alla società di fronte al nemico, e la pazienza (ṣabr), necessaria per affrontare le difficoltà nel perseguimento degli ideali divini.
Ha definito la pazienza un principio razionale e uno dei fondamenti della sharia, distinguendo tra quella richiesta dalle prove inevitabili della vita e quella scelta volontariamente per adempiere ai doveri religiosi e rinunciare al peccato. Ha inoltre distinto la pazienza individuale, legata ai doveri personali, dalla pazienza sociale, che trasforma la perseveranza in una cultura condivisa capace di affrontare i pericoli collettivi. Ha quindi affermato che, nel linguaggio contemporaneo, questa forma di pazienza attiva, organizzata e orientata ai grandi ideali è ciò che viene definito muqāwama (resistenza).
Concludendo, l’Ayatollah Arafi ha affermato che i due Imam della Rivoluzione, l’Imam Khomeini e il martire Imam Khamenei, hanno trasformato il concetto di resistenza in una vera teoria nel mondo islamico: una forma di pazienza intelligente, attiva e sociale, volta alla realizzazione dei grandi obiettivi e al cammino verso la nuova civiltà islamica. Richiamando due versetti della Sura Āl ʿImrān, ha invitato i credenti alla perseveranza, alla fermezza e alla fiducia nella promessa divina, secondo cui la pazienza e il timor di Dio rendono inefficaci le trame dei nemici.
A cura di Mostafa Milani Amin

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