martedì 21 ottobre 2025 - 09:34
Oggi è possibile una nuova produzione condivisa del fiqh sciita e sunnita

Il membro dell’Assemblea degli Esperti ha dichiarato: «Da tempo eravamo in attesa di un’occasione per poter ricostruire insieme il fiqh islamico tra sciiti e sunniti, e oggi questo spazio si è finalmente aperto».

Agenzia Hawzah News – L’Hojjatoleslam Ahmad Moballeghi, membro dell’Assemblea degli Esperti della Guida (Majles-e Khobregan-e Rahbari), ha dichiarato che si è finalmente aperto uno spazio favorevole per la ricostruzione condivisa del fiqh islamico tra sciiti e sunniti. Intervenendo a Qom nel secondo incontro dedicato ai rapporti scientifici della Conferenza del Majmaʿ al-Fiqh al-Islami (Doha), incentrata sui diritti dei bambini e le questioni emergenti, ha illustrato le nuove dinamiche nei consessi giuridici del mondo islamico.

Secondo Moballeghi, il Centro dell’Ayatollah Ahmadi Faqih Yazdi (Istituto Superiore di Ijtihad) può diventare un punto di riferimento per affrontare le questioni giuridiche islamiche contemporanee. Ha inoltre definito l’ufficio di rappresentanza iraniano presso il Majmaʿ al-Fiqh al-Islami di Gedda come un “ponte scientifico” tra il seminario di Qom e le istituzioni giuridiche internazionali, capace di trasferire dati, idee e proposte in entrambe le direzioni. Ha sottolineato che il segretario generale del Majmaʿ sostiene attivamente la partecipazione di studiosi del seminario di Qom, riconoscendone il valore.

Moballeghi ha elogiato il clima positivo e privo di pregiudizi che caratterizza il Majmaʿ al-Fiqh al-Islami, dove le proposte vengono ascoltate e accolte con apertura. Ha definito questa congiuntura un’opportunità preziosa per presentare le prospettive sciite e contribuire alla riflessione giuridica comune. Ha citato come esempio il dibattito sul latte e il rapporto di allattamento (raḍāʿ), dove la posizione sciita è stata riconosciuta come inedita e utile.

Ha infine osservato che, nelle questioni emergenti, le convergenze tra le scuole giuridiche sono più numerose rispetto alle divergenze storiche, e ha invitato Qom a far sentire la propria voce attraverso questo ponte istituzionale.

Mujtahida Zohreh Sefati: l’Islam riconosce diritti giuridici ai bambini, non solo principi etici

La studiosa del seminario femminile, Zohreh Sefati, ha sottolineato che l’Islam attribuisce diritti giuridici autentici ai bambini, superando la mera dimensione etica. Ha descritto l’organizzazione della conferenza di Doha come rigorosa e paritaria: gli interventi si sono svolti in forma sintetica, e così tutti i relatori hanno potuto esprimersi con serenità.

Sefati ha evidenziato la presenza significativa delle donne nei lavori, con interventi qualificati da parte di studiose provenienti da diversi Paesi islamici. Ha parlato di una trasformazione intellettuale in atto, che consente alle donne di partecipare attivamente al dibattito giuridico.

Ha inoltre riferito che i suoi tre suggerimenti sono stati accolti e inseriti nelle decisioni finali del Majmaʿ:

  • condivisione dei temi comuni nel mondo islamico;
  • creazione di una segreteria dedicata ai diritti dei bambini;
  • istituzione di un ente a difesa dei minori colpiti dai conflitti armati, con particolare riferimento alla situazione di Gaza.

Sefati ha spiegato che il suo contributo si è concentrato sull’ambito giuridico islamico e sull’approfondimento delle questioni del fiqh, evitando formulazioni generiche. Ha ribadito che, pur disponendo di fonti ricche, il mondo islamico non ha ancora raggiunto una condizione ideale, e ha invitato a valorizzare le risorse disponibili.

Ha infine indicato due principi fondamentali per l’educazione islamica:

  • la dignità umana, radicata nel concetto coranico di “Khalifat Allah” (Vicario di Dio);
  • il hayā' (pudore), come barriera contro la trasgressione, oggi minacciato dai media e dalla cultura dominante.

Sefati ha concluso richiamando la regola del “lā ḍarar”, sottolineando che ogni danno al bambino, anche morale, deve essere evitato. A questo proposito, ha citato le interpretazioni delle fonti che affermano: chi induce qualcuno alla deviazione è come se lo uccidesse, mentre chi lo guida alla retta via è come se gli salvasse la vita.

Sa‘ed Razi: l’Ufficio di rappresentanza di Qom è un ponte di collegamento tra il fiqh sciita e il fiqh internazionale.

L’Hojjatoleslam Muhammad Sa‘ed Razi, segretario scientifico dell’incontro, ha illustrato la missione del Majmaʿ al-Fiqh al-Islami, fondato circa quattro decenni fa per affrontare le questioni giuridiche emergenti nei Paesi islamici. Ha spiegato che l’Ufficio iraniano di rappresentanza, istituito da Moballeghi nella santa città di Qom, mira a fungere da ponte tra il fiqh sciita e il fiqh internazionale, favorendo uno scambio bidirezionale.

Razi ha definito “senza precedenti” la partecipazione iraniana alla conferenza di Doha, con sette studiosi invitati, tra cui anche donne come Zohreh Sefati. Ha annunciato che l’ufficio di rappresentanza organizzerà otto incontri per approfondire i temi emersi, tra cui intelligenza artificiale, videogiochi e industria halal.

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