Agenzia Hawzah News – Il vice direttore del Seminario di Qom, l’Hojjatoleslam Hamid Maleki, è intervenuto ieri sera alla 161ª veglia notturna del mawkib della base Basij «Shohada-ye Rohani» del Centro di direzione dei seminari islamici iraniani — dedicato ai martiri dei seminari e situato sul Viale 45 Metri Saduq a Qom — sottolineando che le analisi fondate sulla paura, sull’attaccamento al mondo e sull’occidentalizzazione sono destinate al fallimento e contrapponendo a esse una visione radicata nel monoteismo e nella fiducia in Dio. Secondo Maleki, l’Imam Khomeini e l’Imam Martire si opposero alle deviazioni e alle interpretazioni errate che attribuivano alle grandi potenze un’autorità superiore a quella divina. In questa prospettiva, anche la pace, quando viene perseguita per paura dell’avversario, può essere interpretata dalle potenze egemoniche come un segno di debolezza.
Maleki ha criticato quanti, pur essendo stati vicini all’Imam Martire, hanno adottato una mentalità occidentalizzata, sostenendo che il mondo fosse dominato dal dialogo e non dalla forza. Egli ha ricordato che la guida dell’Imam Martire ha impedito che tali orientamenti prevalessero: grazie alla sua formazione nel Corano e negli insegnamenti degli Ahl al-Bayt, egli è rimasto saldo anche di fronte ai complotti e alle campagne orchestrate contro di lui. Se il Paese avesse seguito le analisi fondate sulla paura, ha affermato, oggi non disporrebbe neppure di un missile. Ha inoltre richiamato la necessità non soltanto di essere credenti e rivoluzionari, ma di rimanere tali nel tempo.
L’Hojjatoleslam Maleki ha poi ricordato che, fin dall’inizio della Rivoluzione Islamica, l’Iran è stato sottoposto a pressioni e complotti. Ha citato la presenza di decine di migliaia di consiglieri americani prima della Rivoluzione e ha ricordato che il popolo iraniano si sollevò proprio per porre fine a quella condizione di dipendenza. Egli ha aggiunto che, già due ore dopo la vittoria della Rivoluzione ebbero inizio operazioni di guerra per procura, seguite dai conflitti in diverse regioni e, successivamente, da otto anni di guerra imposta, nella quale numerose potenze internazionali sostennero l’aggressore Saddam. Ha quindi ricordato che la guida dell’Imam Khomeini e la fede in Dio impedirono che l’Iran fosse sconfitto.
Maleki ha poi ricordato che la presenza odierna della popolazione nelle strade è espressione del legame tra il popolo e la leadership. Ha affermato che tale mobilitazione non è semplicemente il risultato di un appello politico, ma è un risveglio suscitato da Dio e preannunciato dall’Imam Martire. Ha quindi esortato a continuare a sostenere i combattenti fino al raggiungimento della vittoria, criticando ogni atteggiamento di cedimento verso l’Occidente e ogni ipotesi di nuova trattativa con gli aggressori.
Infine, ha evidenziato che i successi dell’Iran e la caduta dell’egemonia americana sono avvenuti per volontà di Dio, attraverso leader coraggiosi e il sostegno del popolo. Ha richiamato la promessa coranica secondo cui Dio si vendica dei criminali e ha affermato che l’Iran è oggi parte del piano divino di vendetta contro i criminali e le potenze tiranne. L’esperienza di Karbala e dell’Imam Husayn (pace su di lui) è alla base dell’identità di un popolo che rifiuta l’umiliazione e difende la propria indipendenza e la propria sicurezza. L’Hojjatoleslam Maleki ha inoltre esortato ad affidarsi alla preghiera, definendola un’efficace arma per il credente, e ha concluso richiamando il racconto di Mosè e del Faraone: come Dio salvò i credenti e distrusse l’esercito del Faraone, così la promessa e la legge divina garantiscono oggi la vittoria dei credenti.
A cura di Mostafa Milani Amin

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