sabato 6 giugno 2026 - 21:24
Il grande Khomeini e il martire Khamenei hanno riportato alla luce le potenzialità del popolo iraniano

Nel messaggio per l’Eid al-Ghadir e l’anniversario della dipartita dell’Imam Khomeini, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei ha indicato nel grande Khomeini e nell’Ayatollah martire Khamenei i protagonisti del risveglio delle energie della nazione iraniana e della sua mobilitazione in difesa della Rivoluzione Islamica.

Agenzia Hawzah News – In un messaggio diffuso in occasione dell’Eid al-Ghadir e del trentasettesimo anniversario della dipartita dell’Imam Khomeini e dell’assunzione della guida da parte dell’Ayatollah martire Seyyed Ali Khamenei, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei ha affermato che il grande Khomeini e il martire Khamenei seppero individuare e risvegliare le straordinarie capacità del popolo iraniano, trasformandole in una forza capace di incidere sul destino del Paese.

Nel messaggio, letto presso il mausoleo dell’Imam Khomeini, l’Ayatollah ha ricordato il significato dell’Eid al-Ghadir come giorno della wilaya e della guida della comunità islamica, sottolineando che il Principe dei Credenti Ali rappresenta il modello supremo di dedizione a Dio e che proprio l’imitazione del suo esempio costituisce uno dei principali tratti distintivi della vita e dell’opera degli Imam della Rivoluzione.

Riferendosi all’Imam Khomeini, il messaggio lo descrive come una personalità ancora non pienamente conosciuta nelle sue dimensioni più profonde e indica il suo insegnamento fondamentale nel principio dell’«insorgere per Dio» (qiyam li-Llah), considerato il fondamento della sua scuola di pensiero e dell’intero processo rivoluzionario. Secondo il testo, le grandi mobilitazioni popolari dell’Iran contemporaneo sono nate proprio grazie a questo richiamo spirituale e morale.

Vengono quindi ricordati alcuni momenti decisivi della storia iraniana: l’insurrezione del 15 Khordad del 1963, il ritorno dell’Imam Khomeini nel febbraio 1979, le immense manifestazioni popolari in occasione della sua dipartita nel 1989 e, più recentemente, la mobilitazione seguita all’assassinio dell’Ayatollah Khamenei nel marzo 2026. Tali eventi sono presentati come la dimostrazione della capacità dei due leader di risvegliare e orientare le energie della nazione.

Il messaggio richiama inoltre una celebre affermazione contenuta nel testamento dell’Imam Khomeini, secondo cui il popolo iraniano contemporaneo è superiore, per fedeltà e sacrificio, alle popolazioni dell’Hijaz al tempo del Profeta e di Kufa e dell’Iraq al tempo dell’Imam Ali e dell’Imam Husayn. Secondo la Guida Suprema, gli sviluppi recenti e il sostegno alla Resistenza hanno confermato ancora una volta la validità di questa valutazione.

L’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei ricorda che l’Ayatollah martire Khamenei ha proseguito il percorso dell’Imam Khomeini, consolidando per quasi quattro decenni la Rivoluzione e la Repubblica Islamica attraverso la fiducia nei giovani, l’elevazione della consapevolezza popolare e il rafforzamento delle strutture dello Stato e della società. Dopo il suo martirio, aggiunge, è emerso un nuovo livello di mobilitazione nazionale.

Il documento ribadisce che la scuola di Khamenei è la continuazione della scuola di Khomeini e dell’Islam puro muhammadico, fondata sul principio dell’insurrezione per Dio e sull’impegno per l’affermazione della verità e la lotta contro l’ingiustizia. Ricorda inoltre come il 14 Khordad (4 giugno) sia ormai un appuntamento annuale di rinnovamento del patto tra il popolo e l’Imam Khomeini.

Tra gli insegnamenti del Leader martire vengono evidenziati la fede, l’intelligenza e il coraggio del popolo iraniano, il ruolo del popolo quale principale fonte di forza del Paese, il principio del «Noi possiamo», la difesa degli oppressi come dovere islamico, umano e nazionale, e la realtà che gli Stati Uniti e il sistema della tirannia globale si oppongono all’Iran proprio perché esso difende la propria indipendenza e rifiuta ogni forma di sottomissione.

Nel messaggio Israele viene definito una base avanzata del sistema di dominio nella regione e si afferma che le potenze ostili non accettano l’esistenza di un Iran forte e indipendente. Pur rilevando che il nemico ha subito una sconfitta sul piano militare e politico, il testo avverte che esso concentra i propri sforzi sulla guerra ibrida, cercando di indebolire la resilienza della popolazione e di influenzare i calcoli dei responsabili politici attraverso la diffusione di dubbi, paura, sfiducia e divisioni. Per questo viene sottolineata la necessità di preservare l’unità nazionale, la coesione sociale e la fiducia reciproca.

Nella parte conclusiva, il messaggio affida ai giovani, agli intellettuali e agli uomini di cultura la responsabilità di far conoscere al mondo la scuola dell’Imam Khomeini e dell’Ayatollah Khamenei e di contribuire alla costruzione del futuro dell’Iran sulla base degli insegnamenti dell’Islam e della fiducia nelle promesse divine. Il testo si chiude invocando il successo del popolo iraniano, l’elevazione spirituale degli Imam della Rivoluzione e dei martiri e il compiacimento dell’Imam del Tempo nei confronti della nazione iraniana.

A cura di Mostafa Milani Amin

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