Agenzia Hawzah News – Nel corso di un incontro a Qom con l’Hojjatoleslam Gholam-Hossein Mohseni-Eje'i, capo del potere giudiziario della Repubblica Islamica dell’Iran, l'Ayatollah Sobhani, tra le massime autorità religiose sciite, ha sottolineato la necessità che il potere giudiziario riservi la massima attenzione alla promozione della conciliazione e della composizione amichevole delle controversie giudiziarie.
Il sapiente ha inoltre espresso apprezzamento per i progressi compiuti dal potere giudiziario iraniano nella gestione delle controversie familiari, in particolare di quelle riguardanti il mahr (obbligazione patrimoniale del marito nei confronti della moglie, derivante dal contratto matrimoniale islamico).
Da parte sua, Mohseni-Eje'i ha affermato che negli ultimi anni sono stati compiuti significativi progressi nella gestione delle cause familiari, comprese quelle relative al mahr, pur rilevando che resta ancora un divario rispetto alla situazione auspicabile per una società ispirata ai valori islamici.
Il capo della magistratura iraniana ha quindi evidenziato la necessità di elaborare, in collaborazione con i seminari religiosi, nuove soluzioni giuridiche e di diritto islamico per ridurre il crescente numero dei procedimenti giudiziari, soffermandosi inoltre sulle richieste di applicazione dell'articolo 477.
A cura di Mostafa Milani Amin

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