sabato 25 luglio 2026 - 14:28
Arbain: l’inizio del coraggio del fronte della verità

L’Arbain ha rappresentato i primi segnali dell’abbattimento del muro della paura e della repressione: il giorno in cui la voce della verità, dopo anni di silenzio, è tornata a risuonare nella società.

Agenzia Hawzah News – Nella serie di discorsi dell’Imam Martire, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei (che Iddio ne elevi il grado), dedicati all’Arbain dell’Imam Husayn (pace su di lui), presentiamo di seguito ai lettori una parte delle sue parole sul significato e sui messaggi dell’Arbain.

Come fece l’Arbain ad abbattere il muro della repressione?

La caratteristica di un ambiente dominato dalla repressione è che le persone non trovano l’opportunità né il coraggio di manifestare nelle proprie azioni le verità che hanno compreso.

Questo perché il potere tirannico e dispotico non permette alla gente di acquisire consapevolezza; e, se la comprensione del popolo sfugge al suo controllo e le persone giungono a conoscere la verità, impedisce loro di agire secondo ciò che hanno compreso.

A Kufa, in Siria e lungo il cammino, molti avevano compreso tante verità ascoltando le parole di Zaynab al-Kubra (A) e dell’Imam Sajjad (A), oppure osservando la condizione dei prigionieri. Ma chi aveva il coraggio, chi aveva la capacità di manifestare dinanzi a quel sistema di ingiustizia, arroganza, tirannia e repressione ciò che aveva compreso?

Questa consapevolezza era rimasta come un nodo alla gola dei credenti.

Quel nodo fu inciso per la prima volta nel giorno di Arbain; il primo fermento di risveglio e di movimento ebbe luogo a Karbala proprio in quel giorno.

Il compianto Sayyid Ibn Tawus e altri grandi sapienti sciiti hanno scritto che, quando la carovana dei prigionieri — cioè Zaynab (A) e gli altri membri della Famiglia del Profeta — giunse a Karbala nel giorno di Arbain, lì non vi erano soltanto Jabir ibn Abdallah al-Ansari e Atiyya al-Awfi, ma anche «un gruppo dei Banu Hashim» e alcuni compagni, riuniti attorno alla tomba del Signore dei Martiri (A) per accogliere la carovana.

Forse anche quella sapiente scelta ispirata dalla guida divina, per cui Zaynab al-Kubra (A) insistette affinché, nel viaggio di ritorno dalla Siria, la carovana passasse da Karbala, aveva proprio questo scopo: far sì che lì avesse luogo quella piccola ma significativa riunione.

Questo fu un segno e un esempio della realizzazione di quell’obiettivo che il martirio doveva conseguire: diffondere questo pensiero e infondere coraggio nella gente.

Fonte: Discorso dell’Imam Martire, Ayatollah Seyyed Ali Khamenei (che Iddio ne elevi il grado), pronunciato durante un incontro con un gruppo di abitanti della provincia iraniana dell’Azerbaigian Orientale, il 28 Bahman 1387 (16 febbraio 2009).

A cura di Mostafa Milani Amin

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