Agenzia Hawzah News – L'Ayatollah Javadi Amoli ha illustrato il significato dei passaggi della preghiera recitata sul corpo della Guida Martire. Riportiamo di seguito il suo intervento.
Come avrete notato, nella preghiera recitata sul corpo della Guida Martire abbiamo distinto il martirio dalla semplice uccisione.
Il martirio nel suo significato generale è attestato nei testi della Tradizione: «Chi viene ucciso in difesa di un diritto violato è un martire». Si tratta di testi dal significato generale. Se una persona viene uccisa sulla via della verità, oppure mentre difende i propri beni o il proprio onore, come afferma il detto: «Chi viene ucciso ingiustamente mentre difende i propri beni è un martire», questo rientra nel martirio nel suo significato più ampio.
Il martirio nel senso particolare, invece, è diverso dalla semplice morte. Quando definiamo una persona «martire», ci riferiamo a questo significato specifico.
Per questo motivo, nella preghiera recitata sul corpo della Guida Martire, là dove si parla della difesa dell'Islam, del Corano e dell'Ahl al-Bayt e del grande impegno di questo martire – che Dio sia soddisfatto di lui – e dei suoi compagni, è stato utilizzato il termine «martire»:
اللهم، اللهم، اللهم إنه نزل عندک شهیداً للاسلام و القرآن و العتره
«O Dio, O Dio, O Dio! Egli è giunto al Tuo cospetto quale martire dell'Islam, del Corano e della 'Itrah [l’Ahl al-Bayt]»
Là dove, invece, si parla della difesa dell'indipendenza dell'Iran, della nazione, dell'economia e dell'integrità territoriale del Paese, nonché di altri aspetti analoghi, è stato invece impiegato il termine «ucciso» (qatil):
اللهم، اللهم، اللهم إنه نزل عندک قتیلاً للإسلام، قتیلاً للأمة المسلمة، قتیلا لسیاستها ، قتیلا لصیانتها قتیلا لکیانها، قتیلا لعظمتها و سیادتها و مولویتها و وحدتها
«O Dio, O Dio, O Dio! Egli è giunto al Tuo cospetto quale ucciso per l'Islam, ucciso per la comunità musulmana, ucciso per la politica, la salvaguardia, l'integrità, la grandezza, la sovranità, l'autorità e l'unità della nazione musulmana»
Il martirio nel senso generale comprende tutti questi casi, poiché il principio universale afferma:
مَن قُتِلَ دُونَ حَقهِ فَهُوَ شَهِیدٌ
«Chi viene ucciso in difesa di un proprio diritto è un martire»
Ma oggi, qual è il nostro dovere nei confronti del wali al-faqih [autorità del faqih – giurisperito islamico]?
L'illustre personalità che oggi ricopre il suo incarico [l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei] – che Dio la protegga – è un degno successore di un degno predecessore. Per noi è pienamente accettabile che occupi questa posizione e porti avanti il suo pensiero e la sua opera.
Il nostro dovere è sostenerlo, così come sostenevamo quella nobile personalità; il nostro dovere è proteggerlo, così come proteggevamo quella nobile personalità. Questo è il nostro dovere.
A cura di Mostafa Milani Amin

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