Agenzia Hawzah News – In un messaggio, l’Ayatollah Javadi Amoli, una delle massime autorità religiose sciite, ha deplorato l’offesa arrecata dal presidente degli Stati Uniti a Papa Leone XIV, guida del mondo cattolico, sollecitando una presa di posizione della comunità cristiana e delle autorità religiose a livello globale e affermando che tale affronto alla sua alta dignità deve essere riparato.
Ricordando che Gesù (pace su di lui) è tra i profeti di rango supremo e un segno divino, ha affermato che il Sacro Corano lo menziona, insieme a sua madre Maria, con grande maestà: entrambi sono segni universali, degni di onore per tutta l’umanità, e la loro venerazione costituisce un dovere per tutti.
Ha aggiunto: «Se il Corano afferma, riguardo a Noè, “Salute a Noè, fra le genti del mondo”, e riguardo al Profeta [dell’Islam] che egli è “misericordia per le genti del mondo”, utilizzando espressioni analoghe anche per Maria e suo figlio Gesù, ciò indica che l’umanità intera è chiamata a mostrarsi umile dinanzi a queste figure sacre e a custodirne la dignità. Chiunque sia guida religiosa legata a tali profeti è a sua volta degno di particolare rispetto; non solo i seguaci di Gesù, ma anche quelli delle altre religioni sono tenuti a preservarne l’onore».
L’Ayatollah Javadi Amoli ha inoltre sottolineato che il Corano presenta l’eredità di Gesù come sapienza: ciò implica che i centri del pensiero della società – seminari, università e istituzioni culturali – siano chiamati a coniugare, sul piano intellettuale, un pensiero sano, lucido e realistico e, sul piano dell’azione, un orientamento saggio, giusto e coerente.
Ha quindi proseguito: «Purtroppo il presidente degli Stati Uniti, che non è corretto né nel pensiero né nell’intenzione, e nel cui operato non vi è alcuna rettitudine né sul piano della conoscenza né su quello dell’azione, osa con arroganza offendere e oltraggiare l’alto rango della guida del mondo cattolico. I cristiani in generale, e in particolare i cattolici e le personalità di rilievo negli Stati Uniti, devono vietare questo atto riprovevole, condannare tale comportamento e adoperarsi per istruire ed educarne l’autore, sebbene egli non sia incline a essere educato».
L’eminente autorità religiosa sciita ha infine dichiarato: «Il presidente degli Stati Uniti, in complicità con Israele, ha perpetrato una palese ingiustizia contro l’Iran islamico, un Paese con una lunga tradizione culturale e religiosa. Sono stati condotti attacchi non solo contro i militari, ma anche contro civili, donne, operatori culturali, artisti, bambini e le innocenti alunne della scuola elementare di Minab, causando numerose vittime e lasciando i sopravvissuti nel dolore. Ogni tragedia di questo genere è lacerante e motivo di profondo rammarico. In tale contesto, l’ammonimento della guida dei cattolici di fronte a queste ingiustizie rappresenta una parola preziosa, che non deve essere oggetto di alcuna contestazione».
A cura di Mostafa Milani Amin

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