lunedì 29 giugno 2026 - 16:52
I criminali di guerra di Minab e Lamerd devono essere perseguiti nei tribunali nazionali e internazionali

In un messaggio in occasione della Settimana del Potere Giudiziario, la Guida Suprema della Rivoluzione ha sottolineato: «Dal sangue dei martiri innocenti della seconda e della terza guerra imposta, ai danni e alle sofferenze fisiche, psicologiche, materiali e morali inflitti al nostro amato Paese e a ciascun membro dell'oppressa nazione iraniana, sia all'interno sia all'estero; dall'uccisione di bambini e dai crimini di guerra senza precedenti a Minab e Lamerd fino agli attacchi contro strutture sanitarie e di servizio; dal massacro di neonati di pochi giorni agli anziani; e, soprattutto, il martirio di quella personalità senza eguali, gioiello incomparabile e unica figura del nostro tempo, della nobile guida combattente – che Dio innalzi il suo sublime rango –: ciascuno di questi fatti dà luogo a centinaia, anzi migliaia, di importanti procedimenti giuridici che devono essere perseguiti con la massima determinazione dinanzi ai tribunali nazionali e internazionali».

Agenzia Hawzah News – È stato pubblicato il messaggio dell'Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, Guida Suprema della Rivoluzione, in occasione della Settimana del Potere Giudiziario e dell'anniversario del martirio dell'Ayatollah Beheshti e dei suoi compagni.

Di seguito il testo integrale del messaggio.

Col Nome di Dio, il Misericordioso, il Benevolo

Porgo le mie condoglianze all'intera nazione iraniana e all’Umma islamica in questi giorni di lutto per la Famiglia del Profeta e per il martirio del venerabile Thar-Allah [l’Imam Husayn] – su di lui e su tutti loro la pace e le benedizioni di Dio – e dei suoi fedeli compagni.

Il movimento e l’insurrezione dell'Imam Husayn, sorti per ristabilire la verità, riformare la comunità e contrastare l'oppressione e l'ingiustizia, rappresentano la vetta più alta della storia nello scontro tra verità e falsità, tra giustizia e tirannia, e racchiudono insegnamenti preziosi e indimenticabili per tutti gli uomini liberi del mondo.

Il sangue del Signore dei Martiri è chiamato «il sangue di Dio», poiché scorre nelle vene dell'universo e genera epopee che donano vita. La Rivoluzione Islamica dell'Iran, proprio perché è un ramo germogliato da quella stessa sorgente luminosa, deve perseguire costantemente gli obiettivi dell’insurrezione dell’Imam Husayn.

Il 7 Tir [28 giugno] di ogni anno richiama alla memoria l'eminente figura della Rivoluzione, colui che, ponendosi alla guida del Potere Giudiziario, intraprese un instancabile cammino in questa direzione, fino a quando, insieme a un gruppo di sinceri compagni della Rivoluzione, bevve il calice del martirio. L'ingiustizia subita da lui e dai settantadue martiri che lo accompagnarono divenne una conferma del carattere husaynita di questo Stato e dei suoi fondatori.

Il successo del Potere Giudiziario rafforza la fiducia del popolo nello Stato

La missione del Potere Giudiziario nella Repubblica Islamica consiste nel tutelare i diritti del popolo, ristabilire i diritti collettivi e le libertà legittime, combattere la corruzione, amministrare la giustizia, applicare le norme divine e vigilare sull'attuazione della legge.

Il successo in questo percorso, oltre a ottenere il compiacimento divino, rafforzerà la fiducia del popolo in questo pilastro dello Stato. È legittima l'aspettativa che tutti i poteri, gli apparati e le istituzioni competenti adeguino costantemente la propria azione agli standard auspicati della sacra Repubblica Islamica e all'elevata dignità della nazione.

In tale ambito, il Potere Giudiziario occupa una posizione pressoché unica per correggere il corso degli affari e imprimere nuovo slancio agli altri settori dello Stato. Ciò richiede però il proseguimento del processo di riforma e ricostruzione anche al proprio interno. Oggi l'opinione pubblica si aspetta di vedere questa trasformazione concretizzarsi nella pratica.

La trasformazione del sistema giudiziario deve tradursi in realtà, andando oltre le parole contenute nel Documento di Trasformazione, nei programmi e nelle tabelle di marcia, così che i suoi effetti siano visibili in tutti gli ambiti interessati: dagli uffici dei complessi giudiziari e dalle aule di tribunale fino agli spazi pubblici e alla vita sociale. I cittadini devono poterne constatare gli effetti positivi nella vita quotidiana, attraverso una più decisa lotta contro ogni forma di corruzione, la riduzione delle violazioni dei diritti, una maggiore celerità dei procedimenti, il rafforzamento dell'integrità e della solidità delle decisioni dei giudici e un accesso più agevole agli standard della giustizia.

Il perseguimento dei diritti violati del popolo iraniano per i crimini internazionali del 2025 e del 2026 è tra le principali questioni giudiziarie del Paese

In questa visione del Potere Giudiziario, la giustizia deve raggiungere un livello tale da diventare rifugio per ogni oppresso. In particolare, coloro che godono di qualsiasi forma di potere non devono più osare violare i diritti altrui; ogni forma di raccomandazione o intercessione deve essere completamente eliminata e il fatto di conoscere qualcuno all'interno dell'apparato giudiziario non deve costituire alcun vantaggio.

La tutela dei diritti della nazione non si limita tuttavia alle questioni individuali. Anche i diritti collettivi e sociali – dal diritto alla sicurezza economica e all'equo accesso alle opportunità, fino al diritto a beneficiare in modo giusto delle risorse naturali, di un ambiente sano, delle libertà legittime e di un governo efficiente – rientrano tra le questioni fondamentali per l'espansione della giustizia.

Tra i più importanti temi giuridici e giudiziari che riguardano oggi l'intera nazione iraniana vi è il perseguimento e il recupero dei diritti violati a causa dei crimini commessi da criminali internazionali, dalla tirannia globale e dagli aggressori mondiali, in particolare negli anni 1404 e 1405 (del calendario iraniano – 2025 e 2026).

I criminali di guerra di Minab e Lamerd devono essere perseguiti nei tribunali nazionali e internazionali

Dal sangue dei martiri innocenti della seconda e della terza guerra imposta, ai danni fisici, psicologici, materiali e morali arrecati al nostro amato Paese e a ogni singolo membro dell'oppressa nazione iraniana, sia all'interno sia all'estero; dall'uccisione di bambini e dai crimini di guerra senza precedenti a Minab e Lamerd fino agli attacchi contro ospedali e strutture di servizio; dal massacro di neonati di pochi giorni agli anziani; e, soprattutto, il martirio di quella personalità senza eguali, gioiello incomparabile e unica figura del nostro tempo, della nobile guida combattente – che Dio innalzi il suo sublime rango –: ciascuno di questi eventi dà luogo a centinaia, anzi migliaia, di importanti fascicoli giuridici che devono essere perseguiti con serietà dinanzi ai tribunali nazionali e internazionali.

È evidente che i criminali devono essere chiamati a rispondere delle proprie azioni e puniti per i loro delitti. Un elemento di particolare rilievo è rappresentato, innanzitutto, dalle confessioni e perfino dal vergognoso vanto espresso da alcuni dirigenti del nemico americano e sionista riguardo a questi crimini. Tali dichiarazioni costituiscono senza dubbio un'ammissione di colpevolezza e creano un solido presupposto per il recupero dei diritti violati della nazione.

In secondo luogo, dare seguito all'ordine impartito dalla Guida martire della Rivoluzione nell'ultimo incontro con i responsabili del Potere Giudiziario, nel mese di Tir dello scorso anno, in merito all'esame dei crimini commessi durante la seconda guerra imposta, richiede che tale impegno venga esteso anche alla terza guerra imposta e perseguito con continuità fino all'emissione delle sentenze e alla loro esecuzione da parte delle autorità competenti. Un simile intervento contribuirà, a sua volta, a prevenire il ripetersi di crimini analoghi.

L'attenzione alle indicazioni della Guida martire della Rivoluzione è la chiave del successo del Potere Giudiziario

Per conseguire una piena trasformazione del sistema giudiziario e accelerare il raggiungimento degli obiettivi indicati, sono necessari numerosi presupposti e strumenti, più volte illustrati negli incontri annuali con i responsabili del Potere Giudiziario e nelle dettagliate raccomandazioni della grande Guida martire della Rivoluzione – che Dio santifichi la sua anima pura. Rivolgere loro la massima attenzione e adoperarsi con determinazione per tradurli in pratica costituisce, a mio giudizio, la chiave del successo dei responsabili del Potere Giudiziario ed è oggetto della mia ferma richiesta.

Il cammino verso la giustizia e la lotta contro l'oppressione e la corruzione è arduo, ma potrà essere affrontato con successo grazie alla sincerità, alla fiducia in Dio, all'osservanza della pietà nel suo grado più elevato, a una salda determinazione, a un impegno instancabile, al coraggio e alla fermezza, allo spirito d'iniziativa e al corretto impiego delle nuove tecnologie e della digitalizzazione delle attività.

La realizzazione di tutto ciò si compirà, con il permesso di Dio e per la benevolenza del nostro padrone, la Giustizia Attesa – che Dio affretti la sua nobile manifestazione –, inshAllah.

Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei

7 Tir 1405 [28 giugno 2026]

A cura di Mostafa Milani Amin

Tag

Il tuo commento

You are replying to: .
captcha