Agenzia Hawzah News – Nel primo incontro specialistico dedicato alle dimensioni internazionali del «Manifesto del Seminario all’avanguardia e d’eccellenza», organizzato dal Centro di Direzione dei Seminari in occasione dell’anniversario del messaggio strategico della Guida martire della Rivoluzione Islamica, i relatori hanno presentato il documento come una vera tabella di marcia per la presenza globale e civilizzatrice dei seminari sciiti.
L’Hojjatoleslam Seyyed Mofid Hosseini Kuhsari, responsabile per gli affari internazionali dei seminari della Repubblica Islamica dell’Iran, ha sottolineato che il manifesto contiene oltre 150 espressioni e parole chiave legate a questioni mondiali e sovranazionali, tra cui colonialismo, tirannia globale, regime sionista, mondo islamico e Seminario di Najaf.
Secondo Kuhsari, il testo va letto su tre livelli: il contenuto esplicito, le implicazioni sottese e la lettura strategica, tutte accomunate da una marcata dimensione internazionale. Egli ha spiegato che il Manifesto del Seminario all’avanguardia e d’eccellenza presenta il seminario non soltanto come istituzione educativa o di divulgazione religiosa, ma come centro di trasformazione globale incaricato di proseguire la missione dei profeti e della Rivoluzione Islamica.
Kuhsari ha inoltre evidenziato la necessità di una trasformazione scientifica e civilizzatrice dei seminari, affinché raggiungano una leadership scientifica internazionale, sviluppino produzioni intellettuali adeguate ai bisogni contemporanei e instaurino un dialogo critico con il sapere globale. Tra le priorità indicate figurano il fiqh orientato alla costruzione della civiltà islamica, le scienze umane islamiche e la formazione di figure culturali capaci di affrontare la guerra culturale e psicologica contemporanea.
Nel corso dell’incontro, l’Hojjatoleslam Abedi-Nejad, responsabile del dipartimento di ricerca dell’Università al-Mustafa, ha ricordato che dopo la Rivoluzione Islamica la missione dei seminari non si limita più al richiamo religioso, ma si estende a una missione globale di affermazione dell’Islam. Ha definito la missione internazionale del seminario attraverso quattro livelli: produzione del sapere, formazione, divulgazione e realizzazione concreta dell’ordine islamico. Ha infine sottolineato che il miglior strumento di divulgazione internazionale non è il discorso teorico, ma il successo pratico della Repubblica Islamica in ambiti come economia, giustizia sociale, istruzione e cultura.
Infine, il dottor Alireza Naeij ha ricostruito l’evoluzione storica del Seminario di Qom, dalla rifondazione operata dall’Ayatollah Haeri Yazdi fino alla proiezione globale assunta dopo la Rivoluzione Islamica. Ha sottolineato che il Manifesto del Seminario all’avanguardia e d’eccellenza delinea un orizzonte che supera persino i confini del mondo islamico e richiede nuove strategie internazionali, centri di analisi e attività di previsione strategica, per rafforzare il ruolo globale dei seminari islamici.
A cura di Mostafa Milani Amin

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