venerdì 27 marzo 2026 - 07:21
Del divieto di aiutare l’oppressore

L’Ayatollah martire Seyyed Ali Khamenei ha risposto a un quesito relativo al divieto di prestare aiuto agli oppressori.

Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah martire Imam Seyyed Ali Khamenei, che Iddio ne elevi il grado, ha risposto a un quesito giuridico-religioso concernente la categorica proibizione di sostenere ed aiutare oppressori e tiranni.

Domanda

In che modo si configura l’aiuto a un oppressore e qual è la sentenza della sharia in merito?

Risposta

Tra gli esempi più comuni e diffusi oggi di aiuto all’oppressore vi è il sostegno propagandistico; come la propaganda in favore dell’uccisione degli sciiti. O come quando qualcuno sta pensando di eseguire un attentato terroristico e un altro lo guida con la pianificazione. Anche questo è aiutare l’oppressore.

Un altro caso di aiuto all’oppressore è quando un gruppo di persone vuole impedire l’oppressione e un altro ne giustifica le azioni, come la fatwa che autorizzò l’uccisione del Signore dei Martiri (pace su di lui); tutto ciò è aiuto agli oppressori, poiché la consuetudine (ʿurf) lo considera tale.

Nota

Qualsiasi cosa sia considerata, secondo la consuetudine (ʿurf), un aiuto per l’oppressore, è proibita; sia che si tratti di un aiuto diretto, come quando un oppressore vuole frustare qualcuno e un altro lo aiuta — ad esempio dandogli la frusta o trattenendo la vittima affinché possa picchiarla — sia che si tratti di un aiuto indiretto, come quando un oppressore, nel compiere il suo atto di oppressione, ha sete e tu gli dai da bere per placare la sua sete e permettergli di continuare la sua oppressione.

A cura di Mostafa Milani Amin

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