giovedì 19 marzo 2026 - 18:19
L’attuale guerra è il preludio della comparsa di una nuova civiltà

L’Hojjatoleslam Ali Akbar Rashad analizza il conflitto in corso tra Iran e asse USA-Israele come uno scontro fondamentale tra la civiltà islamica e quella occidentale materialista, prefigurando l’alba di una nuova era guidata da principi divini e dall’ascesa dell’Iran islamico come potenza globale.

Agenzia Hawzah News – L’Hojjatoleslam Ali Akbar Rashad, membro del Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale e Presidente del Consiglio di Pianificazione dei Seminari di Teheran, nel suo discorso al simposio “La Guerra di Ramadan – Analisi delle dimensioni del confronto tra la nostra civiltà e l’Occidente” ha delineato un’interessante prospettiva sul conflitto in corso tra Iran e asse USA-Israele, definendolo non una mera disputa politico-militare, ma uno scontro intrinseco tra due civiltà – quella occidentale e quella islamica. Secondo Rashad, questa guerra rappresenta una fase storica cruciale, un preludio all’affievolimento della civiltà occidentale materialista e all’emergere di una civiltà monoteistica.

L’Hojjatoleslam Rashad sottolinea che la questione in esame va oltre le dinamiche politiche. Citando le parole dell’Ayatollah Javadi Amoli, definisce questo conflitto come una lotta tra il vero e il falso, tra l’Islam autentico e l’Occidente empio. La civiltà occidentale, che cerca di imporre la propria egemonia, è fondata sull’empietà, mentre l’Islam autentico, incarnato dai valori islamici autentici, si oppone a questo sistema.

Questo scontro, aggiunge Rashad, è fondamentale e non può essere ridotto a un livello superficiale. Non si tratta solo di un conflitto tra nazioni, ma di un contrasto tra visioni del mondo, antropologie e stili di vita. La differenza sostanziale risiede nella concezione dell’essere umano.

Visione Islamica – L’uomo è considerato superiore agli animali e persino agli angeli, un “vicario di Dio” sulla Terra. La sua dignità risiede nel suo potenziale spirituale e intellettuale, come sottolineato nel Corano:

وَلَقَدْ كَرَّمْنَا بَنِي آدَمَ وَحَمَلْنَاهُمْ فِي الْبَرِّ وَالْبَحْرِ وَرَزَقْنَاهُمْ مِنَ الطَّيِّبَاتِ وَفَضَّلْنَاهُمْ عَلَىٰ كَثِيرٍ مِمَّنْ خَلَقْنَا تَفْضِيلًا

«E abbiamo invero onorato i figli di Adamo, e li abbiamo portati per la terraferma e il mare, e li abbiamo provvisti delle ţayyibāt [cose lecite, pure e buone], e li abbiamo fatti eccellere, in modo assoluto, su molti di quelli che abbiamo creato»

Visione Occidentale – L’uomo è visto come un animale evoluto, la cui esistenza si riduce alla soddisfazione dei bisogni materiali, degli istinti e della ricerca di potere. La civiltà occidentale focalizza l’attenzione esclusivamente sugli aspetti mondani della vita, ignorando la dimensione trascendente e ultraterrena.

L’Hojjatoleslam Rashad identifica poi diversi motori che guidano la storia, tra cui la volontà divina, l’ideologia e la migrazione (sia fisica che spirituale). Sottolinea come l’attuale guerra sia intrisa della volontà divina e come l’ideologia islamica stia trasformando il panorama. La Difesa Sacra (guerra Iran-Iraq) è stata un evento trasformativo, e l’attuale conflitto è visto come un crocevia storico.

L’Iran, secondo Rashad, è destinato a emergere da questa prova come una potenza continentale e un attore sovra-continentale. L’obiettivo è il crollo dello stile di vita occidentale decadente e la diffusione di una “fronte di resistenza” su scala globale. L’esperienza di conflitti recenti, come la guerra dei 12 giorni, ha dimostrato la resilienza e la capacità dell’Iran, cambiando la percezione internazionale e aprendo le porte a nuove cooperazioni.

La conclusione dell’Hojjatoleslam Rashad è che la generazione attuale assisterà a una trasformazione epocale. La crescente forza e influenza dell’Iran, unitamente al potenziale intellettuale e alle aspirazioni umane del suo popolo, saranno riconosciute a livello globale. Questo non è solo un desiderio, ma la visione di un futuro in cui la civiltà islamica prevarrà, aprendo un nuovo capitolo nella storia umana.

A cura di Mostafa Milani Amin

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