sabato 14 marzo 2026 - 10:33
Adottate una posizione di principio e di avvertimento nei confronti del crimine contro la nazione iraniana

Le direzioni dei seminari religiosi dell’Iran islamico, alla luce dei recenti crimini americano-sionisti contro il popolo oppresso dell’Iran e il martirio del leader supremo e di alcuni comandanti del nostro paese, hanno inviato una lettera importante a Papa Leone XIV, leader dei cattolici del mondo.

Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah Alireza Arafi, direttore dei seminari religiosi della Repubblica Islamica dell’Iran, alla luce dei recenti crimini americano-sionisti contro il popolo oppresso dell’Iran e il martirio del leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Imam Seyyed Ali Khamenei, e di alcuni comandanti del nostro paese, ha inviato una lettera importante a Papa Leone XIV, leader dei cattolici del mondo.

Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera.

Col nome di Dio, il Misericordioso, il Benevolo

Sua Eccellenza, Papa Leone XIV

Onorevole leader della Chiesa Cattolica e della Santa Sede

Con saluti e omaggi

Scrivo questo messaggio a Vostra Eccellenza con il cuore pieno di dolore e l’anima afflitta dall’intensità dell’ingiustizia e dell’oppressione, in un momento in cui la nazione iraniana e il mondo sciita sono immersi in un lutto immenso e senza precedenti. La penna si rifiuta di scrivere e la lingua si rifiuta di parlare, ma il dovere umano e religioso impone che il grido dell’oppressione di una nazione giunga alle orecchie del mondo (in particolare ai leader spirituali che invocano pace e giustizia).

Come Vostra Eccellenza saprà, nelle prime ore di sabato 9 Esfand 1404 (28 febbraio 2026), gli Stati Uniti e il regime sionista usurpatore, con un’alleanza malvagia, hanno commesso un crimine grande e senza precedenti contro il paese indipendente e islamico dell’Iran. In questa aggressione sleale, che ha deriso tutte le leggi internazionali e i principi umanitari, l’Ayatollah al-Uzma Seyyed Ali Khamenei, la suprema autorità religiosa del mondo sciita e il saggio leader della Rivoluzione Islamica, mentre svolgeva il suo dovere nel suo ufficio a Teheran, insieme a un gruppo di suoi compagni e membri della sua famiglia, in seguito al crimine del nemico è stato elevato alla grande dignità del martirio. Egli era un fervente sostenitore dei diritti delle minoranze, in particolare dei cristiani in Iran.

Ma questo vile assassinio non è stato solo un semplice crimine di guerra. Il deliberato attacco alla più alta autorità religiosa di una confessione con centinaia di milioni di seguaci, per i quali quasi due miliardi di musulmani in tutto il mondo nutrivano un rispetto speciale, questa azione, che è un crimine senza precedenti nella storia delle religioni e un palese insulto a tutti i seguaci delle religioni divine, apre una nuova “porta dell’oltraggio”, attraverso cui qualsiasi potenza oppressiva potrà in futuro considerare la vita di ogni leader spirituale come un bersaglio legittimo!

Certamente, ciò che ha portato alle decennali minacce contro la vita di questo grande religioso è stata la difesa completa e senza paura di quella suprema autorità della sofferenza del popolo palestinese e della strenua resistenza della gente di Gaza di fronte al genocidio e all’occupazione; una questione che Vostra Eccellenza stessa ha più volte condannato con fermezza, definendola un chiaro esempio di uccisione di innocenti.

D’altra parte, in concomitanza con questo attacco, il regime aggressore, con estrema barbarie, in un’azione straziante e impossibile da dimenticare, che ha scosso la coscienza vigile dell’umanità, ha compiuto un bombardamento aereo contro una scuola elementare femminile nella città di Minab. In questo terribile crimine, quasi 170 studenti innocenti, di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, sono stati massacrati.

Le immagini dei corpi di questi piccoli angeli, le loro cartelle e scarpe rimaste sotto le macerie, rattristano il cuore di ogni persona libera. Oggi, la difesa dei bambini di Minab, come dei bambini di Gaza, è una responsabilità morale, religiosa e umana per tutti noi, per prevenire il ripetersi di tali tragedie contro i bambini.

Eccellenza!

Lei, leader dei cattolici e simbolo del dialogo interreligioso e della pace mondiale, è da sempre un difensore degli oppressi e un promotore della dignità umana. Oggi, l’Iran, nazione pacifica e devota, si trova in una calamità straziante sotto gli occhi della coscienza globale.

Ci si aspetta che la Santa Sede, in quanto istituzione religiosa e morale indipendente, condanni fermamente questi crimini efferati, che sono un chiaro esempio di “crimini di guerra”, “crimini contro l’umanità” e “oltraggio alla figura dei leader religiosi”, e neghi qualsiasi legame di questo crimine con gli insegnamenti amorevoli del cristianesimo.

E il successo proviene solo da Dio

Alireza Arafi

Direttore dei seminari religiosi

Repubblica Islamica dell’Iran

A cura di Mostafa Milani Amin

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