domenica 8 marzo 2026 - 21:26
Qual era l’opinione del Martire Motahhari sull’Ayatollah Khamenei?

Le attività di opposizione dell’Ayatollah Khamenei contro il regime Pahlavi a Mashhad, unitamente alla sua vasta influenza, specialmente tra i giovani, lo avevano reso una figura centrale tra i religiosi sciiti. Come emerge dai documenti, diverse personalità di spicco, tra cui l’Ayatollah Morteza Motahhari, hanno sottolineato questo suo ruolo cruciale. Il documento allegato rivela preziosi dettagli a riguardo.

Agenzia Hawzah News – I religiosi combattenti costituivano l’asse principale per l’espansione e la continuazione del movimento rivoluzionario durante l’era Pahlavi. In questo contesto, molti documenti che attestano la relazione tra l’Ayatollah Motahhari e il martire Imam Khamenei sono di dominio pubblico.

Le attività di opposizione dell’Ayatollah Khamenei contro il regime Pahlavi a Mashhad e il suo ampio raggio d’azione, in particolare sui giovani, lo avevano trasformato in uno dei fulcri principali dei religiosi. Come dimostrano i documenti, diverse personalità, tra cui il martire Ayatollah Motahhari, hanno enfatizzato questo aspetto. Il documento in questione presenta argomenti di valore a questo proposito.

In uno dei documenti del SAVAK datato febbraio 1974 (Esfand 1352) riguardante “Morteza Motahhari”, si legge di un rapporto che evidenziava la sospensione delle preghiere congregazionali guidate dal martire Imam Khamenei a Mashhad. Tale evento aveva suscitato forte disappunto e l’intenzione di chiudere centri sensibili e influenti. Il documento riporta anche l’opinione di Motahhari, il quale considerava già allora l’Imam martire un esempio prezioso e fonte di speranza per il futuro. Motahhari sottolineava come, nel suo breve periodo a Mashhad, Khamenei avesse compiuto opere fruttuose, inclusa la capacità di attrarre giovani intellettuali e consapevoli. Questa sua influenza aveva attirato l’attenzione dell’Imam Khomeini, che aveva ordinato ai suoi seguaci di sostenerlo.

Il testo menziona inoltre che l’Imam Khamenei guidava precedentemente le preghiere nella Moschea Keramat, interpretando versetti del Corano, ma gli erano state impartite avvertenze riguardo alla continuazione di tali attività, portando alla sospensione delle sue sessioni. Nel frattempo, Morteza Motahhari, residente a Teheran, teneva conferenze presso la celebre Husayniyya Ershad, ed era descritto come una persona di fervente fede religiosa.

In conclusione, le informazioni emerse dai documenti d’archivio, inclusi quelli del SAVAK, confermano la posizione di rilievo dell’Ayatollah Khamenei a Mashhad già negli anni '70, il suo impatto sui giovani e il riconoscimento del suo potenziale da parte di figure autorevoli come l’Ayatollah Motahhari. Queste testimonianze evidenziano come il martire Imam Khamenei fosse già considerato una figura promettente e influente, capace di attirare l’attenzione sia di studiosi e religiosi che di grandi leader come l’Imam Khomeini, gettando le basi per il suo futuro ruolo di Guida della Rivoluzione Islamica.

A cura di Mostafa Milani Amin

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