Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah Javadi Amoli, in un videomessaggio, ha lanciato un appello significativo, invitando il popolo iraniano a preservare l’unità e la coesione di fronte alla grande prova che si prospetta.
Ha inoltre commemorato il sacrificio dei grandi comandanti militari caduti nell’aggressione al Paese, esprimendo le sue condoglianze alle loro famiglie e a quelle di tutti i martiri che si sono sacrificati per la difesa dell’Islam e della patria iraniana.
L’Ayatollah Javadi Amoli ha espresso inoltre le sue condoglianze per il martirio di persone innocenti, compresi i bambini della scuola di Minab, affermando che chiunque muoia per la fede ottiene il martirio e risorgerà con i martiri di Karbala e i difensori della verità.
Ha poi elogiato i costruttori dei missili iraniani come sostenitori dell’Imam Mahdi (pace su di lui), paragonandoli ai compagni degli Imam Immacolati, e ha sottolineato l’importanza dell’unità di fronte a una grande prova, avvertendo contro le mire straniere di divisione e smembramento della patria.
Citando un hadith dell’Imam Sadiq (pace su di lui), ha affermato che chi viene ucciso ingiustamente mentre difende la propria terra è un martire, ricordando che oggi l’Imam Mahdi ci esorta a combattere i tiranni sionisti e statunitensi.
Ha dunque elogiato il popolo iraniano, custode della Religione di Dio, esprimendo gratitudine per la sua costante presenza e il suo fermo sostegno alla Rivoluzione.
Sottolineando la necessità di preservare l’unità, ha affermato:
«Siete grandi e nobili; custodite questa unità. La diversità d'opinione è una cosa sacra, mentre l’avversione è una cosa malvagia. Il Corano considera la diversità una benedizione e l’avversione una punizione»
In conclusione, ha pregato per la stabilità della Repubblica Islamica dell’Iran e della Rivoluzione Islamica, ringraziandone tutti i sinceri sostenitori, e auspicando che i martiri – in particolare l’Imam Seyyed Ali Khamenei – siano ospiti del Signore dei Martiri, Husayn ibn Ali (pace su di lui), e che la Repubblica Islamica possa essere consegnata all’Imam Mahdi.
A cura di Mostafa Milani Amin

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