venerdì 28 agosto 2026 - 18:13
Il matrimonio nell’Islam

Il matrimonio nella visione islamica non è solo un’unione tra due persone, ma una via di crescita, virtù e vicinanza a Dio.

Agenzia Hawzah News – In questi giorni, mentre ci avviciniamo al genetliaco benedetto del Profeta dell’Islam (S), è particolarmente significativo soffermarsi su uno degli aspetti della sua sunna: l’importanza attribuita al matrimonio. Nella visione islamica, infatti, il matrimonio non è soltanto un’unione tra due persone, ma un patto che coinvolge la crescita spirituale, la responsabilità e il bene della società. Per questo il Corano lo presenta anche come uno dei segni della sapienza e della misericordia divine:

﴿وَ مِنْ آياتِهِ أَنْ خَلَقَ لَکُمْ مِنْ أَنْفُسِکُمْ أَزْواجاً لِتَسْکُنُوا إِلَيْها وَ جَعَلَ بَيْنَکُمْ مَوَدَّةً وَ رَحْمَةً إِنَّ فی ذلِکَ لَآياتٍ لِقَوْمٍ يَتَفَکَّرُونَ﴾

«E [uno] dei Suoi segni è che ha creato per voi, da voi stessi, delle spose, affinché vi plachiate accanto ad esse, e ha messo fra di voi amore e misericordia. In verità, in ciò vi sono di certo dei segni per gente che medita»[1]

Le religioni divine rivendicano tutte la missione di riformare e educare l’essere umano, guidandolo verso la perfezione e l’elevazione spirituale. Il matrimonio costituisce uno dei fattori più importanti ed efficaci in questo cammino di crescita e perfezionamento; perciò, le religioni celesti devono necessariamente offrire ai loro seguaci insegnamenti e indicazioni in materia, affinché, attraverso un matrimonio corretto e appropriato, si apra loro la via dell’elevazione e della perfezione. Non si può infatti immaginare una religione o una dottrina che non abbia nulla da dire su uno dei fattori più incisivi per la felicità e il pieno compimento dell’essere umano.

Dal punto di vista dell’Islam, il matrimonio ha la natura di un contratto e di un patto caratterizzato da condizioni particolari. Questo patto, oltre a possedere una speciale solidità ed essere definito dal Corano un «patto solido» (mīthāq ghalīẓ), possiede un valore e una dignità celesti e divine che lo distinguono dagli altri contratti sociali, soggetti soltanto a regole generali. Si può quindi affermare che, nella visione islamica, il matrimonio rappresenti il patto più saldo e il contratto più sacro: confidando in esso, l’essere umano lascia i propri genitori e fratelli per legarsi a una persona che conosce solo in parte e accetta di condividere con lei tutti i propri beni e la propria vita.

Tra le diverse ragioni del matrimonio menzionate nella visione islamica, una delle più importanti è il raggiungimento della tranquillità e della serenità.[2] Questa pace interiore nasce dalla complementarità dei due sessi, che diventano così fonte reciproca di fioritura, vitalità e crescita.

Un’altra delle ragioni per cui l’Islam ha sancito il matrimonio è la conservazione del genere umano attraverso una procreazione sana e legittima. Questo aspetto è considerato così importante che, nelle tradizioni tramandate dai Prediletti di Dio [il Profeta e l’Ahl al-Bayt], la capacità di generare figli è annoverata tra le qualità più apprezzate in una donna in vista del matrimonio, mentre l’avere figli è considerato una fonte di benedizione.

Inoltre, il matrimonio svolge un ruolo importante nel proteggere l’essere umano dalle deviazioni, dalla corruzione e dal cadere in peccati di carattere sessuale e morale. Questa condizione conferisce alla persona sposata una posizione particolare, accompagnata da maggiori virtù, da una più elevata dignità e da una maggiore distanza dalle trasgressioni sociali; al tempo stesso, rafforza l’adesione ai valori religiosi e spirituali e l’amore per la famiglia. È per questo che i Prediletti di Dio affermano:

«مَن تَزَوَّجَ فقد أحرَزَ نِصفَ دِينِهِ، فَلْيَتَّقِ اللهَ فی النِّصفَ الباقي»

«Chi si sposa ha preservato metà della propria fede; tema dunque Iddio riguardo all’altra metà»[3]

E in un altro luminoso hadith, il Profeta della Misericordia (S) afferma:

«زَوِّجُوا أیاماکم، فَإنَّ اللَّهَ یحَسِّنَ لَهُم فی أخلاقِهِم و یوَسَّعُ لَهُم فی أرزاقِهِمِ و یزیدهُمُ فی مُروّاتِهِم»

«Fate sposare i vostri non sposati, affinché Dio renda buona la loro indole, estenda loro il sostentamento e accresca la loro magnanimità»[4]

Tra le altre ragioni e finalità della legislazione del matrimonio vi sono l’assunzione di responsabilità, il superamento dell’egoismo e dell’individualismo, l’impegno verso gli altri e, di conseguenza, la creazione delle condizioni favorevoli alla crescita sociale.

A differenza di alcune scuole e confessioni che riducono il matrimonio a un fatto puramente istintivo e mondano, spregiandolo e ricercando la virtù umana nell’astensione da esso, l’Islam lo sottrae alla sfera dei comportamenti dettati dalla passione e dalle inclinazioni animalesche. Lo colloca invece in un particolare ambito sacro, facendone un terreno di ricerca della virtù e raccomandando agli esseri umani di perseguirla proprio attraverso di esso.

Nell’Islam, oltre a essere considerato esso stesso un atto prezioso e gradito a Dio, il matrimonio conferisce valore anche ad altre azioni, in particolare alle pratiche di culto; infatti, fa sì che l’adorazione di una persona sposata abbia un valore superiore rispetto a quella di una persona celibe. Talvolta questa superiorità è tale che settanta rakʿat di preghiera compiute da un celibe non possono eguagliare due rakʿat di preghiera compiute da una persona sposata;[5] in alcune tradizioni si afferma persino che una persona sposata che dorme, proprio in virtù del matrimonio, è superiore a un celibe che digiuna e prega.[6] 

Tra le espressioni più eloquenti con cui l’Islam sottolinea l’importanza del matrimonio vi è l’enunciazione dei frutti e dei benefici, materiali e spirituali, che ne derivano. In tal modo, da un lato, si manifesta il rango che il matrimonio occupa presso Dio e, dall’altro, si incoraggiano gli esseri umani a contrarlo. Su questa base, nella scuola islamica il matrimonio è presentato come fonte di abbondante sostentamento, di incremento della ricchezza e di prolungamento della vita, nonché come causa del rinvio della morte; nelle narrazioni si afferma inoltre che, al momento del matrimonio, le porte del cielo si aprono e la misericordia divina scende sulla terra.

Come è consuetudine tra gli esseri umani, uno dei modi per mostrare l’importanza di un’azione e incoraggiare la gente a compierla come modello sociale è che essa venga praticata da personalità eminenti e di spicco della comunità, come insegnanti, educatori, responsabili e governanti. Allo stesso modo, anche l’Islam, per chiarire il rango del matrimonio e incoraggiare le persone a compierlo, dichiara che il matrimonio è la condotta e la via dei Prediletti di Dio e dei Profeti. Se volete essere annoverati tra gli Imam della Guida e le Nobili Guide Infallibili (A), allora comportatevi come loro e prendete esempio da loro. Per questo, nella religione islamica, il Profeta (S) ricorda ai musulmani che nulla è più amato da Dio del matrimonio e che, se desiderate seguire la mia sunna e il mio metodo, sposatevi; e sappiate che se vi allontanate dal matrimonio, non potete essere considerati seguaci della mia via. Il Principe dei Credenti Ali (A) disse: «Sposatevi, poiché il matrimonio è la sunna del Messaggero di Dio (S), il quale diceva sempre: chiunque desideri seguire la mia sunna, sappia che il matrimonio è parte della mia sunna»[7]. Il Profeta dell’Islam ordinava ai giovani, maschi e femmine, di sposarsi quanto prima e, in un’altra espressione ancora più esplicita, dichiarava il matrimonio come sua sunna, considerando il suo abbandono un’uscita dal cerchio della sunna profetica: «Il matrimonio è la mia sunna, e chi disprezza la mia sunna non appartiene a me»[8]. In alcune espressioni questa insistenza raggiunge un tale grado che il Messaggero di Dio (S) afferma: «Chi vuole rimanere sulla mia natura originaria [la religione innata], deve comportarsi secondo la mia sunna, e uno degli elementi della mia sunna è appunto il matrimonio». È come se non sposarsi equivalesse a uscire dalla natura originaria e dalla religione del Sigillo dei Profeti (S).

L’Islam, con forte insistenza, ordina anche ai genitori e alla società di far sposare le figlie e i figli non sposati:

«E unite in matrimonio quelli di voi che non sono sposati e i virtuosi dei vostri servi e delle vostre serve. Se sono bisognosi, Dio li arricchirà della Sua grazia. E Dio è largo nel dare, sapiente».[9]

Ciò significa che la povertà non deve diventare un ostacolo al matrimonio, poiché considerarla tale è una tentazione satanica. Se ci lasciamo intimorire da questa ingannevole insinuazione, in realtà nutriamo cattivi pensieri nei confronti di Dio Generoso, e avere cattivi pensieri su Dio è un atto assai riprovevole. Il Signore dell’Universo ha promesso di alleviare le difficoltà di coloro che, pur essendo poveri, si sposano e di renderli indipendenti con la Sua grazia.

Note

[1]. Corano: Sura al-Rūm (30), versetto 21.

[2]. Ibidem.

[3]. Jāmiʿ al-Akhbār, vol. 1, p. 101.

[4]. Bihār al-Anwār, vol. 103, p. 222.

[5]. «Rakʿatāni yuṣallīhimā al-mutatazawwiju afḍalu min sabʿīna rakʿatan yuṣallīhā al-aʿzab» (Wasāʾil al-Shīʿa, vol. 20, p. 18).

[6]. «Al-mutazawwiju al-nāʾimu afḍalu ʿinda Allāhi mina al-ṣāʾimi al-qāʾimi al-ʿazab» (Mīzān al-Ḥikma, hadith 7812).

[7]. «Tazawwajū fa-inna al-tazwīja sunnatu Rasūl Allāh, fa-innahu kāna yaqūlu: man kāna yuḥibbu an yattabiʿa sunnatī fa-inna min sunnatī al-tazwīj» (Wasāʾil al-Shīʿa, vol. 14, p. 4).

[8]. «Al-nikāḥu sunnatī fa-man raghiba ʿan sunnatī fa-laysa minnī» (Mīzān al-Ḥikma, vol. 2, hadith 1178).

[9]. «Wa-ankihū al-ayāmā minkum wa al-ṣāliḥīna min ʿibādikum wa imāʾikum in yakūnū fuqaraʾa yughnihimu Allāhu min faḍlihi wa Allāhu wāsiʿun ʿalīm» (Corano: Sura al-Nūr (24), versetto 32).

A cura di Mostafa Milani Amin

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