venerdì 21 agosto 2026 - 20:24
Cinque nuove direttive per i divulgatori e gli operatori culturali per contrastare la guerra economica del nemico

Il «Quartier generale della guerra ibrida Balagh Mobin», alla luce delle recenti sanzioni e della guerra economica condotta dagli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell’Iran, ha invitato i divulgatori e gli operatori culturali e mediatici a contrastare gli scenari messi in atto dal nemico.

Agenzia Hawzah News – Il «Quartier generale della guerra ibrida Balagh Mobin» dei seminari della Repubblica Islamica dell'Iran, nel suo Comunicato n. 36, tenendo conto delle recenti sanzioni e minacce e della guerra economica condotta dagli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell’Iran, ha comunicato nuove direttive ai divulgatori e agli operatori culturali e mediatici.

Riportiamo di seguito il testo integrale del comunicato.

Col Nome di Dio, il Misericordioso, il Benevolo

Considerata la nuova fase di intensificazione delle pressioni psicologiche ed economiche esercitate dal nemico statunitense contro l’Iran islamico, al fine di contrastare le recenti minacce e di smascherare gli scenari del nemico, è opportuno che tutti i divulgatori e gli operatori attivi nei settori culturale e mediatico pongano al centro della propria attività i seguenti temi.

Raccomandazioni per l’attività divulgativa e culturale:

1. Sottolineare che l’impotenza del nemico nella guerra militare lo ha spinto verso la guerra psicologica, ricorrendo, tra l’altro, a pesanti minacce verbali, alla formulazione di ultimatum, alla costruzione artificiosa di notizie e alla divulgazione di informazioni false sulle conseguenze di un eventuale blocco.

2. Smascherare il piano del nemico, volto a destabilizzare il Paese e a indebolire la stabilità e la capacità di resistenza della nazione iraniana attraverso la pressione sull’economia e sui mercati e lo sfruttamento dei principali fattori di vulnerabilità, spiegando al contempo la necessità di preservare e rafforzare la vigilanza e la consapevolezza dell’opinione pubblica.

3. Illustrare le capacità della Repubblica Islamica dell’Iran di far fronte alle possibili minacce derivanti dalle sanzioni, alla luce delle recenti affermazioni di Trump: l’Iran confina con quindici Paesi, possiede circa 6.000 chilometri di frontiere terrestri e quasi 2.700 chilometri di confini marittimi, gran parte dei quali è sotto il controllo delle popolazioni che vivono su entrambi i lati del confine.

4. Illustrare la costante politica dell’Iran, fondata sul principio della reciprocità, la cui applicazione, dal 9 esfand 1404 [28 febbraio 2026] a oggi, è stata perseguita con maggiore fermezza:

  • Qualora per l’Iran non fosse possibile trasferire il proprio petrolio attraverso il Golfo Persico, tale possibilità verrebbe negata anche agli altri Paesi.
  • Qualora il nemico estendesse il blocco, la medesima politica già applicata nel Golfo Persico e nel Mare di Oman verrebbe applicata anche nei confronti dei Paesi che collaborano con esso o ne condividono l’orientamento.

5. Sottolineare che, nel periodo recente, ossia dopo la guerra nelle regioni meridionali del Paese, tra Iran e Stati Uniti non si è svolto alcun negoziato bilaterale: i messaggi sono stati scambiati esclusivamente tramite intermediari.

Questo scambio di messaggi non si è interrotto in nessun momento e l’affermazione della parte statunitense a questo riguardo è falsa e rientra nel quadro della sua propaganda contro il Paese.

Quartier generale della guerra ibrida Balagh Mobin dei Seminari
30 mordad 1405 [21 agosto 2026]

A cura di Mostafa Milani Amin

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