Agenzia Hawzah News – L’Hojjatoleslam Tabbakhian, esperto di Nahj al-Balagha e di insegnamenti islamici, nel chiarire il significato della wilayat al-faqih (autorità del faqih), l’ha definita come la continuità del percorso di governo del Profeta dell’Islam e del Principe dei Credenti Ali (pace e benedizioni su di loro e sulla loro Famiglia), sottolineando che il governante deve essere caratterizzato da pietà, autocontrollo e, in particolare, da una corretta lettura del proprio tempo e dal coraggio nell’esercizio del potere. Di seguito viene presentato il testo dell’intervento.
Non spetta a ciascun individuo stabilire autonomamente, di fronte a ogni questione, se sia necessario mostrarsi remissivi oppure alzare la voce. Il punto centrale dell’insegnamento del Principe dei Credenti (pace su di lui) è che chi è chiamato a decidere deve essere all’altezza di Ali (pace su di lui): un faqih [giurisperito islamico], esperto delle questioni religiose, dotato di pietà e autocontrollo. Diversamente, se una persona disponesse di potere e conoscenza ma non della pietà necessaria per esercitarli, il rischio sarebbe estremamente elevato.
In termini più semplici: quando l’Imam Khomeini, nel 1349 dell’egira solare (1970) a Najaf, espose il principio della wilayat al-faqih, gran parte della sua elaborazione si ispirava a questi stessi fondamenti. Da ciò deriva la conclusione che a governare debba essere chi possiede tali caratteristiche.
Quando l’Imam Khomeini affermava che «la wilayat al-faqih è la continuazione della wilaya del Messaggero di Dio e del Principe dei Credenti Ali», il significato non era che vi fosse un’equivalenza tra il faqih e il Profeta o il Principe dei Credenti — cosa evidente — ma che si trattasse della continuità della stessa via. Il faqih è colui che conosce e vive in sintonia con il Principe dei Credenti, con il Profeta e con i loro insegnamenti.
Il faqih si dedica allo studio e all’approfondimento continuo; è come se si interrogasse costantemente su quale sarebbe stata, se oggi il Principe dei Credenti fosse presente e detenesse il potere, la sua posizione: in quali circostanze avrebbe mostrato remissività e in quali avrebbe alzato la voce. Questo discernimento viene poi messo in pratica dal faqih con pietà e autocontrollo.
In sintesi, la definizione della wilayat al-faqih è questa: continuiamo a ritenere che debba governare chi è il più capace e il più sapiente, sappia discernere ed essere in grado di esercitare il potere, e possieda pietà e coraggio. Se osservate le caratteristiche della wilayat al-faqih nei testi dell’Imam Khomeini, egli afferma: deve essere coraggioso, non deve dipendere da nessuno e deve essere capace di leggere il proprio tempo. A cosa servono queste qualità? Affinché il discernimento sia completo, vi sia capacità di esercitare il potere e non si tema di esercitarlo.
A cura di Mostafa Milani Amin

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