lunedì 4 maggio 2026 - 12:16
La guida e la presenza sul campo rappresentano la prima priorità del seminario e dei religiosi / L’arretramento e il cedimento significano un ritorno indietro di un secolo

Il direttore dei seminari religiosi ha delineato le principali missioni strategiche dell’istituzione nelle attuali condizioni critiche, sottolineando la necessità di una presenza dinamica, unitaria e proattiva in tutti gli ambiti sociali, culturali, diplomatici e di servizio.

Agenzia Hawzah News – L’ayatollah Alireza Arafi, direttore dei seminari religiosi iraniani, intervenendo in una riunione virtuale con i responsabili provinciali, ha tracciato un’analisi complessiva della situazione attuale e delle responsabilità future del seminario, affermando che la guida e la presenza attiva sul campo rappresentano la prima priorità del seminario e dei religiosi. Ha sottolineato che non devono essere osservate debolezze o arretramenti in alcun ambito, dalla società alla diplomazia, fino ai servizi pubblici.

Dopo aver espresso apprezzamento per le attività svolte nei vari settori, Arafi ha richiamato la necessità di continuità operativa, maggiore efficienza e adeguamento delle strutture formative alle condizioni contemporanee.

Ha dedicato una prima parte del suo intervento al ruolo dell’insegnante nei seminari religiosi, definendolo una figura centrale non solo nella trasmissione del sapere, ma nella formazione integrale del seminarista. L’insegnante, ha affermato, è guida spirituale, educativa e morale, e rappresenta il perno della costruzione della personalità del seminarista. Ha inoltre ribadito l’importanza di preservare la tradizionale e profonda relazione tra maestro e allievo, invitando a evitare il suo indebolimento nel contesto della specializzazione dei saperi.

In parallelo, ha sottolineato la necessità di prestare maggiore attenzione alle condizioni economiche degli insegnanti e dei docenti, considerate complementari al mantenimento della loro dignità scientifica e spirituale.

Arafi ha poi definito il messaggio della Guida Suprema “Seminario d’avanguardia ed eccellenza” un documento strategico e duraturo, uno dei risultati più significativi delle recenti trasformazioni del sistema religioso. Ha insistito sul fatto che la sua attuazione non debba subire rallentamenti o interruzioni.

Tra i punti centrali del messaggio ha evidenziato la purificazione interiore, lo spirito rivoluzionario e di massimo impegno e la presenza attiva sul campo, sottolineando che tali elementi devono permeare ogni livello del seminario. Ha affermato che lo spirito combattivo e la determinazione devono essere visibili in tutti gli ambiti sociali e istituzionali.

Riferendosi alla fase attuale del Paese, ha dichiarato che non è ammesso alcun arretramento: ogni forma di ritiro equivarrebbe a un ritorno indietro di un secolo. Il seminario, ha aggiunto, deve considerarsi parte di una grande fase storica e civilizzatrice, nella quale la presenza attiva è imprescindibile.

Ha quindi ribadito tre missioni fondamentali del seminario: formazione delle risorse umane, produzione del sapere religioso e presenza guida nella società. Ha inoltre richiesto l’attivazione continua delle strutture operative e dei centri di coordinamento sul territorio.

Tra le altre priorità ha indicato il miglioramento dell’efficienza amministrativa, la semplificazione dei servizi ai seminaristi, il rafforzamento dei processi di selezione e ammissione e l’incremento qualitativo e quantitativo dell’ingresso nei percorsi formativi, essenziale per sostenere i futuri progetti di riforma.

Infine, ha annunciato la fase di finalizzazione del secondo piano di trasformazione del seminario, considerandolo una nuova prospettiva di sviluppo istituzionale, e ha ribadito la necessità di attuare con continuità le decisioni e i programmi già approvati, assicurando un servizio efficace e senza interruzioni a seminaristi e docenti.

A cura di Mostafa Milani Amin

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