Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah Alireza Arafi, direttore dei seminari religiosi della Repubblica Islamica dell’Iran, ha diffuso un messaggio importante rivolto al saggio e coraggioso popolo dell’Iran islamico e all’Ummah islamica.
Riportiamo di seguito il testo integrale del messaggio.
Col Nome di Dio, il Distruttore dei tiranni
وَقَاتِلُوهُمْ حَتَّىٰ لَا تَكُونَ فِتْنَةٌ وَيَكُونَ الدِّينُ كُلُّهُ لِلَّهِ ۚ فَإِنِ انْتَهَوْا فَإِنَّ اللَّهَ بِمَا يَعْمَلُونَ بَصِيرٌ
«Combatteteli finché non vi sia più fitna [empietà] e la religione appartenga interamente a Dio. Se dunque desistono, in verità Dio osserva bene ciò che fanno»
Il popolo saggio e coraggioso dell’Iran, la grande Ummah islamica e i movimenti di resistenza nel mondo sanno che la guerra degli ultimi due anni e la guerra di Ramadan, promosse dagli Stati Uniti e dai sionisti, costituiscono una nuova crociata e parte di un articolato disegno malvagio volto a colpire l’essenza stessa dell’Iran e dell’Ummah islamica, calpestandone l’indipendenza, la grandezza e la dignità, annientando la Palestina, reprimendo la resistenza e l’anelito alla libertà e imponendo, in ultima analisi, schiavitù e arretratezza all’intera regione e al mondo islamico.
In questo immenso scontro, il discorso della Rivoluzione Islamica, l’insegnamento dell’Imam Khomeini, dell’Imam Martire e dei gloriosi caduti, insieme al popolo coraggioso e saldo dell’Iran, alla potente Repubblica Islamica, alle care forze armate e all’autorevole Guida Suprema dell’Iran, in sintonia con i popoli liberi della regione e con l’Asse della Resistenza, hanno sventato i piani malvagi e i complessi disegni degli arroganti dominatori del mondo, assassini e corrotti, mutando gli equilibri globali. La Guerra di Ramadan rappresenta un punto di svolta storico e una gemma luminosa nella catena della fermezza, della perseveranza e di una resistenza senza precedenti, che ha lasciato il mondo attonito. In questa difesa divina e in questa lotta storica, tutti noi siamo chiamati a gravi responsabilità.
Il nostro dovere religioso, nazionale, di fede e storico è quello di restare saldi e resilienti, di rimanere fedeli al patto divino, di confidare negli aiuti invisibili e mobilitare tutte le capacità e le forze a sostegno della prosecuzione della difesa, delle potenti forze armate, della Repubblica Islamica, della preziosa Guida Suprema e dell’Asse della Resistenza. Le grandi autorità religiose di Qom, Najaf e di altri paesi, così come gli eminenti studiosi, i seminari e le istituzioni religiose e scientifiche in Iran e nel mondo, hanno indicato la via, chiarito il dovere e si sono mantenuti saldi. Nel ringraziare le care forze armate e il nobile popolo, si richiamano i seguenti punti.
- La prosecuzione coraggiosa e intelligente del combattimento e di una difesa consapevole, generosa e risoluta degli ideali dell’Islam, della grandezza dell’Iran e della gloria della Resistenza è un dovere che incombe su tutti i responsabili, le istituzioni e le forze armate vigili e devote dell’Iran e dell’Asse della Resistenza, e non deve essere trascurato neppure per un istante.
- La costante presenza del popolo e dei giovani nelle piazze e sui campi d’azione, il sostegno ai combattenti devoti, ai responsabili, alle istituzioni dello Stato e alla Guida Suprema in tutto l’Iran, così come l’attivazione di una vasta ondata di solidarietà da parte dei popoli della regione e degli uomini liberi del mondo a favore dell’Islam, della Resistenza e della Palestina, rappresentano una strategia fondamentale alla quale tutti devono dedicare la massima attenzione.
- È indispensabile che il popolo, lo Stato, tutti gli apparati, i popoli della regione e l’Asse della Resistenza siano pienamente pronti ad affrontare ogni eventualità e il sacro combattimento che li attende, predisponendo tutti i mezzi e tutte le condizioni necessarie.
- È indispensabile il risveglio dei popoli musulmani, degli ulema e delle istituzioni religiose e scientifiche nella regione e nel mondo islamico, così come il loro pieno sostegno al fronte della verità, ai difensori dell’Ummah e della Palestina e alla liberazione del mondo islamico dal dominio degli Stati Uniti e di Israele.
- I seminari di tutto il Paese e del mondo devono svolgere il loro storico ruolo di salda roccaforte e stabile centro di riferimento, impegnandosi al fianco del grande popolo iraniano, dei giovani, dei valorosi basiji, delle forze di sicurezza, militari e di polizia e dei responsabili dello Stato, e proseguendo con zelo e sincerità nelle loro missioni di divulgazione, chiarificazione e impegno sul campo. In questo cruciale passaggio storico, tutti i cittadini e tutte le istituzioni, in particolare i seminari, le università, le élite, gli intellettuali e gli operatori dei media, hanno responsabilità speciali e accresciute. I seminari e i religiosi devono essere in prima linea in questo jihad, in questo sacrificio e in questo servizio, percorrendo e portando avanti il cammino tracciato.
Per Sua grazia
«E la vittoria non viene che da Dio, l’Invincibile, il Saggio» [Corano 3:126]
Alireza Arafi
Direttore dei seminari
A cura di Mostafa Milani Amin

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