domenica 29 marzo 2026 - 09:35
Temi mahdiani (25) | Il Ritorno (Rajʿah) nel Corano e nelle tradizioni

Sulla base dei versetti coranici e delle tradizioni degli Ahl al-Bayt (pace su di loro), un gruppo di morti farà ritorno in questo mondo durante l’epoca della manifestazione dell’Imam Mahdi (pace su di lui).

Agenzia Hawzah News – La serie di riflessioni mahdiane, intitolata Verso la società ideale, è proposta agli stimati lettori con l’obiettivo di diffondere gli insegnamenti e le conoscenze legate all’Imam Mahdi (che Dio affretti la sua manifestazione).

In numerosi versetti del Sacro Corano si parla del ritorno di alcuni morti alla vita terrena.

Il profeta ʿUzayr (pace su di lui)

Il profeta ʿUzayr (pace su di lui), dopo essere rimasto morto per cento anni, fu riportato in vita per volontà divina e fece ritorno a questo mondo, vivendo ancora per molti anni. A tal proposito nel Sacro Corano (2:259) leggiamo:

أَوْ كَالَّذِي مَرَّ عَلَىٰ قَرْيَةٍ وَهِيَ خَاوِيَةٌ عَلَىٰ عُرُوشِهَا قَالَ أَنَّىٰ يُحْيِي هَٰذِهِ اللَّهُ بَعْدَ مَوْتِهَا ۖ فَأَمَاتَهُ اللَّهُ مِائَةَ عَامٍ ثُمَّ بَعَثَهُ ۖ قَالَ كَمْ لَبِثْتَ ۖ قَالَ لَبِثْتُ يَوْمًا أَوْ بَعْضَ يَوْمٍ ۖ قَالَ بَلْ لَبِثْتَ مِائَةَ عَامٍ فَانْظُرْ إِلَىٰ طَعَامِكَ وَشَرَابِكَ لَمْ يَتَسَنَّهْ ۖ وَانْظُرْ إِلَىٰ حِمَارِكَ وَلِنَجْعَلَكَ آيَةً لِلنَّاسِ ۖ وَانْظُرْ إِلَى الْعِظَامِ كَيْفَ نُنْشِزُهَا ثُمَّ نَكْسُوهَا لَحْمًا ۚ فَلَمَّا تَبَيَّنَ لَهُ قَالَ أَعْلَمُ أَنَّ اللَّهَ عَلَىٰ كُلِّ شَيْءٍ قَدِيرٌ

«O come [avvenne a] colui che passò presso un villaggio totalmente distrutto e disse: “Come potrà Dio ridare la vita a [la gente di] questa [borgata] dopo che essa è morta?”. Dio lo fece quindi morire per cento anni, poi lo resuscitò e gli disse: “Quanto [tempo] sei rimasto [in quelle condizioni]?”. Rispose: “Sarò rimasto un giorno o parte di un giorno”. Disse [allora il Signore]: “No, sei rimasto cento anni. Guarda dunque il tuo cibo e la tua bevanda: non si sono alterati. Guarda [invece] il tuo asino[: le sue ossa si sono putrefatte]! E [abbiamo fatto tutto ciò] per fare di te una prova manifesta per gli uomini. Guarda come riuniamo le ossa e poi le rivestiamo di carne”. Ebbene, quando gli si palesò [questa verità] disse: “[Ora] so che Dio può tutto”»

Gli eletti del popolo dei Figli d’Israele

Settanta tra gli eletti del popolo del profeta Mosè (pace su di lui) salirono con lui sul Monte Sinai, affinché fossero testimoni del colloquio tra Mosè e Dio e del conferimento delle Tavole divine. Quando assistettero al dialogo di Mosè con Dio, dissero: «O Mosè, noi non crederemo in te finché non vedremo Dio apertamente».

Il profeta Mosè (pace su di lui) cercò di distoglierli da questa richiesta inopportuna e impossibile, ma essi insistettero e alla fine furono colpiti da un fulmine divino, morendo tutti. Mosè ne fu profondamente addolorato e preoccupato per le conseguenze che l’accaduto avrebbe avuto tra i Figli d’Israele; per questo chiese a Dio di restituirli alla vita. La sua richiesta fu accolta e Dio li riportò alla vita terrena. A tal proposito nel Sacro Corano (2:56) leggiamo:

ثُمَّ بَعَثْنَاكُمْ مِنْ بَعْدِ مَوْتِكُمْ لَعَلَّكُمْ تَشْكُرُونَ

«Poi vi risuscitammo dopo la vostra morte, affinché foste riconoscenti»

Il ritorno al mondo in un tempo futuro

In alcuni versetti, il Sacro Corano fa riferimento al ritorno di alcuni uomini alla vita terrena in un tempo futuro. Uno di questi versetti è il seguente (27:83):

وَيَوْمَ نَحْشُرُ مِنْ كُلِّ أُمَّةٍ فَوْجًا مِمَّنْ يُكَذِّبُ بِآيَاتِنَا فَهُمْ يُوزَعُونَ

«E [ricorda] il giorno in cui raduneremo, da ogni popolo, un gruppo di coloro che negano i Nostri Segni, ed essi verranno trattenuti [ordinatamente al loro posto]»

In questo versetto si parla di un giorno in cui solo un gruppo di persone sarà risuscitato; si tratta dunque di un giorno diverso da quello della Resurrezione finale, poiché nel Giorno del Giudizio saranno radunati tutti gli esseri umani, i primi e gli ultimi, come afferma il Sacro Corano (18:47):

وَيَوْمَ نُسَيِّرُ الْجِبَالَ وَتَرَى الْأَرْضَ بَارِزَةً وَحَشَرْنَاهُمْ فَلَمْ نُغَادِرْ مِنْهُمْ أَحَدًا

«E [ricorda] il Giorno in cui muoveremo [via] le montagne [distruggendole], e [così] vedrai la terra [che si] manifesta, e li raduneremo, e non tralasceremo nessuno di loro»

Il compianto Tabrisi, nella sua celebre esegesi coranica Majmaʿ al-Bayan fi-Tafsir al-Qur'an, commentando il versetto 83 della Sura al-Naml (27:83), scrive che, sulla base di numerose tradizioni degli Ahl al-Bayt (pace su di loro), questo versetto riguarda un gruppo di sciiti dell’Imam Mahdi (pace su di lui), così come alcuni suoi nemici, che torneranno in questo mondo nel tempo della sua manifestazione.

Anche un altro versetto del Corano (21:95) fa riferimento al ritorno in questo mondo in un tempo futuro:

وَحَرَامٌ عَلَىٰ قَرْيَةٍ أَهْلَكْنَاهَا أَنَّهُمْ لَا يَرْجِعُونَ

«E su una città che abbiamo distrutto, [sui suoi abitanti,] incombe un divieto, [e cioè] che essi [in questo mondo] non ritornino [in vita]»

Anche questo versetto è tra le prove più importanti della Rajʿah, poiché nel Giorno del Giudizio tutti gli uomini, compresi gli abitanti delle città distrutte dal castigo divino, saranno riportati in vita.

L’Imam Baqir e l’Imam Sadiq (pace su di loro), nel commentare questo versetto, hanno affermato (Bihar al-Anwar, vol. 53, p. 52):

فهذه الآية من أعظم الدلالة في الرجعة لأنّ أحداً من أهل الإسلام لا ينكر أنّ الناس كلّهم يرجعون في القيامة من هلك ومن لم يهلك وقوله لاَ يَرْجِعُونَ نصّاً في الرجعة فأمّا إلى القيامة فيرجعون حتّى يدخلوا النار

«Questo versetto è tra le prove più grandi della Rajʿah, poiché nessun musulmano nega che tutte le persone ritorneranno nel Giorno della Resurrezione, sia chi è stato annientato [dal castigo divino] sia chi non lo è stato. Dunque, l’espressione divina “non ritorneranno” si riferisce chiaramente alla Rajʿah; quanto invece al Giorno della Resurrezione, essi vi faranno certamente ritorno, fino a entrare nel Fuoco»

Tratto dal libro «La gemma della creazione» (Negin-e Āfarinesh), con lievi modifiche.

(Segue…)

A cura di Mostafa Milani Amin

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