Agenzia Hawzah News – In un’intervista all’Agenzia Hawzah News, l’Hojjatoleslam Seyyed Mofid Hosseini Kuhsari, responsabile per gli affari internazionali dei seminari religiosi iraniani, illustrando le lettere di ringraziamento e apprezzamento inviate dall’Ayatollah Arafi, direttore dei seminari religiosi iraniani, per il sostegno e le prese di posizione di sapienti influenti e autorevoli nel mondo islamico in seguito all’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran e al martirio della Guida della Umma e di cittadini innocenti, ha affermato: «L’Ayatollah Arafi, nei suoi messaggi, ha chiesto ai sapienti del mondo islamico che, in questa fase storica, si manifesti con maggiore chiarezza la solidarietà tra i sapienti islamici e quelli delle altre religioni».
Ha poi proseguito: «L’Ayatollah Arafi, nella sua corrispondenza, ha affermato che la gravità e la portata di questo crimine non sfuggono a chi è dotato di discernimento, e che il deliberato attentato contro un’eminente autorità religiosa, rifugio degli sciiti, guida religiosa e massima autorità politica della Repubblica Islamica dell’Iran, insieme al massacro di bambini e cittadini indifesi e agli attacchi contro infrastrutture vitali, costituisce una tragedia senza precedenti, nella quale tutti i principi e le norme internazionali sono stati calpestati».
Il responsabile per gli affari internazionali dei seminari religiosi ha aggiunto: «Il direttore dei seminari religiosi, affermando che i seminari religiosi e il popolo iraniano sono in lutto per il loro amato leader e per i figli innocenti di questa terra, ha scritto alle personalità internazionali che, in questa grande tragedia, lo sguardo del popolo iraniano e dei musulmani del mondo è rivolto ai sapienti di tutto il mondo, affinché, con prese di posizione sagge, svolgano pienamente il loro ruolo storico nella difesa della vita e della dignità dei sapienti religiosi e dell’innocenza dei bambini della comunità islamica».
L’Hojjatoleslam Hosseini Kuhsari ha dichiarato inoltre: «In queste lettere, oltre a esprimere ringraziamento e apprezzamento per il sostegno e le prese di posizione dei sapienti influenti e autorevoli nel mondo islamico, è stato loro chiesto di far conoscere al mondo le ingiustizie subite, al di là dei confini confessionali, religiosi e geografici».
Ha anche affermato: «L’Ayatollah Arafi, nella sua corrispondenza, ha chiarito che, in questo crimine, l’attacco alla dignità dell’autorità religiosa e della guida spirituale nella sua interezza costituisce una minaccia dalle cui conseguenze nessuna religione resterà al riparo, e ha espresso la speranza che, con una condanna esplicita e decisa di questi crimini, in questa fase storica si manifesti con maggiore chiarezza la solidarietà tra i sapienti islamici e quelli delle altre religioni».
A cura di Mostafa Milani Amin

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