giovedì 26 marzo 2026 - 10:32
Dieci missioni per seminaristi e religiosi basiji nella situazione attuale dell’Iran

In una comunicazione ufficiale, l’Hojjatoleslam Inanloofar ha delineato dieci direttive operative rivolte ai seminaristi e ai religiosi basiji nel delicato e cruciale contesto attuale del Paese.

Agenzia Hawzah News – In una comunicazione ufficiale, l’Hojjatoleslam Abbas-Ali Inanloofar – responsabile dell’Organizzazione Basij dei docenti, dei seminaristi e dei religiosi del Paese e segretario del “Quartier generale della guerra ibrida Balagh Mobin del Seminario di Qom” – ha delineato dieci direttive operative rivolte ai seminaristi e ai religiosi basiji nel delicato e cruciale contesto attuale del Paese, considerando la difesa della Repubblica Islamica e il servizio al popolo iraniano un grande onore per i religiosi e i seminaristi.

Contesto religioso e storico richiamato nel documento

La comunicazione si apre con riferimenti coranici e con un richiamo al ruolo tradizionale dei religiosi sciiti. Inanloofar ricorda che i religiosi sciiti, nel corso della storia, hanno sempre accompagnato il popolo nelle difficoltà sociali, culturali e politiche, assumendo compiti di guida morale, insegnamento religioso e sostegno comunitario.

Il documento presenta la luminosa immagine dei religiosi sciiti, costantemente impegnati nel sacrificio, nella semplicità di vita e nella difesa dei valori religiosi, della verità e della giustizia, con riferimenti a episodi storici di persecuzione, esilio e martirio di alcuni religiosi e seminaristi.

Nella sezione successiva si ricorda che questo ruolo prosegue anche nell’epoca attuale: i religiosi e i seminaristi sono attivi nella risposta ai bisogni spirituali delle giovani generazioni, nella promozione della coesione sociale e nella tutela dell’identità religiosa della società.

Le dieci missioni indicate nel documento

La parte centrale dell’atto presenta dieci linee d’azione rivolte ai religiosi e ai seminaristi appartenenti al Basij. Le indicazioni si inseriscono nel quadro concettuale definito come “guerra cognitiva e di divulgazione” e fanno riferimento al sostegno alle istituzioni del Paese e alle politiche indicate.

Le missioni elencate sono le seguenti.

1. Pianificare attività comunicative e operative rivolte soprattutto ai giovani, con il ruolo definito di “soldati nella guerra cognitiva e di divulgazione”, basandosi su versetti coranici e narrazioni religiose.

2. Contribuire al rafforzamento della resilienza sociale, considerata necessaria in stato di guerra.

3. Collaborare con i centri e i quartier generali della divulgazione religiosa del seminario, utilizzando tutte le capacità disponibili.

4. Sostenere il rafforzamento quantitativo e qualitativo delle basi Basij presenti nei seminari, includendo reclutamento e registrazione dei nuovi membri.

5. Promuovere iniziative di solidarietà sociale nell’ambito del progetto “Iran-e Hamdel” (“Iran solidale”), dedicate all’assistenza delle fasce più deboli della popolazione.

6. Supportare le manifestazioni popolari di sostegno alle forze armate e di fedeltà alla nuova Guida della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei.

7. Partecipare attivamente alle manifestazioni pubbliche con abito religioso e contribuire all’indirizzo contenutistico degli eventi secondo le politiche diffuse dai media statali.

8. Garantire la presenza costante di docenti e figure religiose influenti nelle manifestazioni pubbliche, intervenendo con discorsi brevi e motivazionali in linea con le posizioni ufficiali.

9. Visitare i punti di controllo e le squadre di ispezione, fornendo sostegno morale, incoraggiando la gentilezza verso i cittadini e rispondendo a quesiti religiosi.

10. Far visita alle famiglie dei martiri e dei feriti del conflitto, con particolare attenzione ai familiari dei religiosi caduti.

Il documento si chiude con una preghiera per il successo dei destinatari.

A cura di Mostafa Milani Amin

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