Agenzia Hawzah News – In una lettera di grande importanza indirizzata a tutti i religiosi del Paese, l’Ayatollah Alireza Arafi, direttore dei seminari iraniani e presidente del Consiglio di pianificazione del “Quartier generale della guerra ibrida Balagh Mobin dei seminari”, ha delineato una strategia volta a rafforzare l’impegno culturale e divulgativo in un contesto di crescente complessità. Di seguito, il testo integrale della lettera.
Col Nome di Dio, il Misericordioso, il Benevolo
All’onorabile presenza di seminaristi, studiosi, docenti, basiji, gruppi di jihad, mawakib seminariali, e a tutte le personalità, istituzioni, dirigenti, operatori, laureati seminariali, divulgazionali, religiosi e culturali – la pace di Dio Altissimo sia su di loro.
Con un saluto colmo di affetto e rispetto, e con infinite benedizioni sui Profeti e sui Prediletti, in particolare sul Sigillo dei Profeti, Muhammad al-Mustafa (pace e benedizioni su di lui e sulla sua Famiglia), e sul Sigillo dei Prediletti, il Padrone dell’Era (che Iddio ne affretti la manifestazione), e onorando il ricordo del compianto Imam Khomeini (che Iddio lo abbia in misericordia), dei gloriosi martiri, in particolare del nostro amato Imam Martire (che Iddio ne elevi il grado), dei bambini, degli adolescenti e delle donne martiri, delle personalità e dei comandanti martiri, nonché dei martiri delle potenti e gloriose forze armate dell’Iran islamico, porgo i più sinceri auguri per la festa di Eid al‑Fitr e per l’inizio del nuovo anno.
Esprimo la mia più profonda gratitudine a tutti i rispettabili signori, istituzioni, gruppi di lavoro, funzionari religiosi e dei seminari, nonché al “Quartier generale della guerra ibrida Balagh Mobin dei seminari” a Qom e in tutto il Paese, per le attività culturali, di divulgazione, di servizio e jihad svolte durante il benedetto mese di Ramadan e le festività del nuovo anno, e soprattutto per il ruolo eroico e la presenza sul campo dei mujahidun accanto al popolo coraggioso e ai giovani abnegati di questa terra nella “Guerra di Ramadan”. Proseguendo i punti precedenti, ricordo le seguenti osservazioni.
La Guerra di Ramadan è una fase nuova, storica e strategica nel percorso dell’Iran islamico, del mondo islamico, della Rivoluzione islamica, della regione, dell’asse della resistenza e del movimento radicato dei seminari e dei religiosi. Questa grande campagna civilizzatrice rappresenta lo scontro totale del fronte islamico contro il fronte dell’empietà, un evento senza precedenti nella storia dell’Islam, della comunità islamica e dell’amato Iran.
Grazie alla volontà divina, alle attenzioni degli Ahl al-Bayt (pace su di loro), alle indicazioni sagge e profonde del Leader Supremo e alle lotte delle forze armate capaci e delle istituzioni responsabili, questo campo è stato illuminato da un mirabile splendore.
La presenza del popolo e delle forze armate ha scombinato le equazioni del regime di oppressione globale e dei suoi sostenitori, mostrando un nuovo modello di jihad e difesa che continuerà fino alla vittoria finale.
La missione dei seminari, dei religiosi e di tutti noi in questo ambito è di grande importanza storica. Seguendo gli insegnamenti dell’Imam Defunto, dell’Imam Martire, del Leader Supremo e delle grandi autorità religiose, dobbiamo porre questa missione al vertice delle nostre priorità, dare la precedenza alla guerra, e nel “jihad della chiarificazione” (jahād-e tabyīn) e sostegno totale ai combattenti gloriosi e alle istituzioni militari, operare sul campo nella divulgazione e nel servizio, usando tutti gli strumenti, i metodi e le capacità scientifiche e culturali, per mantenere e potenziare i programmi e le attività. Tutti i centri, le scuole e le istituzioni, come una grande base unita e coesa, insieme alla popolazione di tutto il Paese e in coordinamento con il “Quartier generale della guerra ibrida Balagh Mobin dei seminari”, devono intensificare il loro entusiasmo, la loro passione e le loro attività.
Le tre direttrici fondamentali sono:
- il giuramento di fedeltà al nuovo Leader e il suo rafforzamento;
- il sostegno totale alle forze militari, di ordine pubblico, di sicurezza e di servizio;
- il mantenimento e l’innalzamento della presenza sul campo e nelle strade del grande popolo iraniano.
Queste direttrici devono essere perseguite con alta determinazione e con l’impiego di tutte le forze disponibili.
La catena di collegamento di tutte le attività culturali e l’integrazione delle risorse di divulgazione è oggi più che mai una necessità ineludibile. Questo compito richiede coordinamento tra istituzioni e organi, una pianificazione condivisa con una divisione del lavoro logica e accurata, fiducia speciale nelle forze sul campo, nei giovani studiosi e seminaristi, nei gruppi basiji e di jihad dei seminari, nonché la collaborazione con operatori culturali e basiji nelle moschee e nello spazio virtuale, sia in patria che all’estero.
Sfruttare l’approccio internazionale, prestare attenzione al contesto globale e spiegare gli insegnamenti dell’Islam e della Rivoluzione, le verità della guerra e le dimensioni di questa grande campagna per le nazioni e le istituzioni di tutto il mondo, è una delle missioni più importanti dei seminari. Una corretta comprensione della realtà, le domande emergenti, la guerra cognitiva a livello globale e la gestione dell’opinione pubblica internazionale sono condizioni indispensabili per il successo di questa missione di divulgazione e cultura a livello mondiale.
È opportuno ricordare che il Seminario d’avanguardia e di punta, e gli onorati religiosi, nella loro lunga e gloriosa storia, sono sempre stati uomini d’azione nei momenti critici; lo spirito di resistenza, jihad e servizio al popolo permea la loro vita, e continuano a rimanere fedeli a questo patto divino e popolare. Il progresso scientifico, spirituale ed etico, nonché le missioni educative, morali e formative, sono sempre stati al centro dell’attenzione, e ora questi nobili obiettivi devono fondersi con il jihad sul campo e con il coraggioso confronto contro gli oppressori americani e sionisti.
Che Iddio Altissimo conceda salute, onore e successo al nostro nobile popolo e ai nostri giovani virtuosi, e doni vittoria all’Islam sull’empietà, e sostegno al popolo e alle forze armate amate dell’Iran.
“E la vittoria non viene che da Dio, l’Invincibile, il Saggio” [Corano 3:126]
Alireza Arafi
Direttore dei seminari
e presidente del Consiglio di pianificazione del “Quartier generale della guerra ibrida Balagh Mobin dei seminari”
29/12/1404 (20/03/2026)
A cura di Mostafa Milani Amin

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