venerdì 13 marzo 2026 - 14:05
Milioni di iraniani in piazza scandiscono sotto le bombe americane e israeliane gli slogan “Morte all’America” e “Morte ad Israele”

In risposta alle minacce e ai bombardamenti, milioni di iraniani, con una partecipazione particolarmente forte a Qom, hanno marciato per la Giornata di al-Quds, scandendo slogan contro America e Israele e riaffermando il loro impegno rivoluzionario e la loro fedeltà ai valori islamici e nazionali.

Agenzia Hawzah News – Nonostante le minacce e i bombardamenti, milioni di iraniani sono scesi coraggiosamente in piazza in tutto il Paese per la marcia della Giornata mondiale di al-Quds. Un’imponente dimostrazione di unità e determinazione si è vista in particolare a Qom, dove la folta presenza di cittadini ha sottolineato il loro spirito rivoluzionario e patriota. L’Ayatollah Alireza Arafi, direttore dei seminari religiosi iraniani, ha partecipato alla marcia nella città santa di Qom, tra la gente comune, senza particolari protocolli di sicurezza.

Le strade si sono riempite di persone che, con slogan come “Allahu Akbar”, “Morte all’America” e “Morte a Israele”, hanno espresso la loro ferma opposizione alle ingiustizie e alle aggressioni della tirannia globale americano-sionista. La marcia, che ha avuto luogo anche sotto la pioggia e i bombardamenti, ha evidenziato l’incredibile tenacia del popolo iraniano di fronte alle provocazioni dei nemici.

La partecipazione di famiglie, giovani e persone di ogni estrazione sociale ha trasmesso un messaggio potente di coraggio e unità nazionale. La presenza a Qom, culla della rivoluzione, è stata particolarmente significativa, simboleggiando una profonda fedeltà ai valori rivoluzionari e un rifiuto netto di sottomissione ai poteri oppressivi.

Un aspetto notevole della marcia è stata la partecipazione di alte cariche statali, tra cui il Segretario del Consiglio Supremo della Sicurezza Nazionale e il Capo del Potere Giudiziario (nel video sotto), che si sono uniti alla folla senza particolari protocolli di sicurezza. Questo contrasta nettamente con la codardia di criminali di guerra come Trump e Netanyahu, che eviterebbero persino di mostrarsi nei cortili superprotetti dei loro palazzi di potere. Questo evento sottolinea ulteriormente la forza dell’Iran e della sua gloriosa Repubblica Islamica.

Lo storico messaggio che risuona dall’Iran è chiaro e forte, “hayhat minn-adh-dhillah” (celebre motto dell’Imam Husayn a Karbala nel giorno di Ashura), e cioè “lungi da noi è la viltà”, e il martirio è visto come un onore, il passaggio alla vera vita. Questo significa che le potenze avversarie non avranno successo e dovranno affrontare le conseguenze delle loro azioni di fronte a una nazione unita e risoluta.

A cura di Mostafa Milani Amin

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