mercoledì 26 agosto 2026 - 17:33
Lecito e illecito nell’alimentazione

Una sintesi delle principali norme islamiche sul mangiare e sul bere, tra alimenti leciti e illeciti e buone pratiche a tavola.

Agenzia Hawzah News – L’alimentazione occupa un posto importante nella vita dell’essere umano, poiché ciò che mangia e beve incide sul suo corpo, sulla sua mente e sul suo spirito. Per questo l’Islam non si limita a indicare ciò che è lecito e ciò che è illecito, ma offre anche principi e raccomandazioni volti a preservare la salute e a promuovere un corretto rapporto con il cibo e le bevande. Il Nobile Corano afferma:

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا كُلُوا مِنْ طَيِّبَاتِ مَا رَزَقْنَاكُمْ وَاشْكُرُوا لِلَّهِ إِنْ كُنْتُمْ إِيَّاهُ تَعْبُدُونَ

«O voi che avete creduto, mangiate delle cose lecite, pure e buone di cui v’abbiamo provvisto e ringraziate Dio, se è solo Lui che adorate!»[1]

«In verità, [Dio] vi ha solo proibito [il corpo de] la bestia morta [senza essere stata macellata secondo il rito islamico] e il sangue e la carne del maiale e ciò [la bestia] su cui sia stato invocato altro nome che quello di Dio [al momento di essere sgozzata]. Chi poi fosse costretto [a cibarsene], senza essere ribelle né trasgressore, ebbene, non farà peccato. In verità, Dio è clemente, benevolo»[2]

Senza dubbio, la salute è una delle più grandi benedizioni donate da Dio all’essere umano, e il bisogno di salute — e quindi di un’alimentazione sana — rappresenta la necessità quotidiana più importante e vitale, che accompagna l’uomo dalla nascita fino alla morte. Neppure i Profeti e gli Amici di Dio ne sono esclusi. Poiché le questioni legate alla salute fisica, spirituale e psicologica dell’essere umano influiscono profondamente sul conseguimento della sua felicità, la saggia religione dell’Islam ha espresso principi generali e fondamentali su questi temi, con l’obiettivo di guidare l’umanità; al punto che nel Nobile Corano si trovano oltre 160 versetti dedicati agli alimenti, ai cibi leciti e illeciti, e alla nutrizione.

L’esperienza ha dimostrato che ciò che l’essere umano mangia e beve influisce sul suo corpo, sul suo spirito e persino sui suoi sogni; per questo motivo, Dio l’Altissimo ha indicato alcuni cibi e bevande come proibiti e nocivi, e altri come leciti e benefici. I versetti coranici relativi all’alimentazione sono spesso accompagnati da due qualificazioni: ḥalāl e ṭayyib. Ḥalāl è ciò che non è vietato dal punto di vista religioso, mentre ṭayyib si riferisce a ciò che è puro e conforme alla natura sana dell’essere umano. Il suo opposto è khabīth, che suscita repulsione nella natura umana. In realtà, ḥalāl e ṭayyib indicano entrambi gli aspetti — spirituale e materiale — della salubrità degli alimenti e delle bevande consumate dall’uomo. In alcuni versetti del Corano si sottolinea anche il legame particolare tra il cibo puro e la pratica delle opere buone.

Alcune delle direttive divine in materia di alimentazione sono le seguenti.

  1. Gli animali di cui si consuma la carne devono appartenere alla categoria degli erbivori. Tra i quadrupedi, la carne di pecora, mucca, cammello, gazzella e di alcuni altri animali è lecita, mentre la carne dei quadrupedi predatori, dotati di denti aguzzi, artigli e unghie affilate — come il leone, la tigre, la volpe, la iena, lo sciacallo, il gatto e simili — è proibita. Inoltre, la carne degli animali leciti che non siano stati macellati secondo il rito islamico è anch’essa proibita. Tra le carni, si raccomanda il consumo di carne di pecora, di animali acquatici e di volatili. La carne migliore è quella fresca, e si consiglia di evitare, per quanto possibile, il consumo di carne cruda e di carne essiccata e salata.

  2. In una narrazione è riportato che il Messaggero di Dio (S) disse: «Il miglior nutrimento in questo mondo e nell’Aldilà è la carne»[3], poiché essa contribuisce alla crescita muscolare, rafforza il corpo e dona vigore alla vista, all’udito e ad altre facoltà. L’astensione prolungata dalla carne può causare deterioramento fisico; per questo il Profeta (S) affermò: «Chi non mangia carne per quaranta giorni, prenda in prestito del denaro, acquisti della carne e ne mangi»[4]. Tuttavia, è necessario evitare l’eccesso e la dipendenza dal consumo di carne. Il Profeta (S) disse: «Chi mangia carne per quaranta giorni consecutivi diventa duro di cuore»[5]. Dalle narrazioni dell’Imam Ṣādiq (A) si evince che consumare carne ogni tre giorni è una misura equilibrata.[6]

  3. Tra gli animali marini, sono leciti il consumo di pesci con squame e di gamberi. Anche la carne degli uccelli è lecita, ad eccezione di quelli privi di gozzo, ventriglio e sperone posteriore, oppure dotati di artigli, come l’aquila e l’avvoltoio.

  4. La forte insistenza di alcuni versetti e hadith sulla terra e sui vegetali, nonché la precedenza accordata alla frutta rispetto alla carne, costituisce un’indicazione dell’importanza prioritaria del gruppo alimentare vegetale rispetto a quello carnivoro. Nella Sura ʿAbasa (80), versetti 24–32, vengono menzionati otto tipi di alimenti vegetali e naturali, a conferma del ruolo centrale di piante e frutti nell’alimentazione umana: «Guardi dunque l’uomo il suo cibo! [Veda dunque] che Noi abbiamo versato l’acqua di [benefico] versare, poi abbiamo spaccato la terra di [benefico] spaccare, e in essa abbiamo fatto germinare grani, e viti, e verdure, e ulivi, e palmizi, e folti giardini, e frutta e pascoli, beneficio per voi e per i vostri bestiami».

  5. Il vino e ogni bevanda che provochi ebbrezza e annulli la ragione sono proibiti: «In verità, col vino e il gioco d’azzardo, Satana vuole gettare l’inimicizia e l’odio fra di voi, e trattenervi dal ricordo di Dio e dalla ṣalāt. Cesserete dunque?»[7].

  6. Nel terzo versetto della Sura al-Māʾida (5) vengono elencati undici tipi di alimenti proibiti:

  • Carcasse

  • Sangue

  • Carne di maiale

  • Animali morti per soffocamento, sia per mano umana che animale, o spontaneamente

  • Animali morti per percosse, torture o malattia

  • Animali precipitati da un’altura

  • Animali morti per colpi di corna

  • Animali uccisi da predatori

  • Carni su cui è stato invocato un nome diverso da quello di Dio al momento della macellazione

  • Animali macellati sugli idoli o davanti ad essi

  • Animali la cui carne è stata spartita attraverso il gioco d’azzardo

In alcuni hadith si fa riferimento alle proprietà benefiche di determinati alimenti e frutti: il latte favorisce la pazienza, la gentilezza e la serenità; il miele stimola la memoria, purifica il cuore e dona guarigione; l’uva trasforma tristezza, angoscia e depressione in vitalità; i datteri promuovono la pazienza, la saggia pazienza e padronanza di sé e la tolleranza; le olive rafforzano la memoria; le mele rinvigoriscono il sistema nervoso e migliorano il colorito del viso.

Alcune raccomandazioni delle tradizioni islamiche riguardo alle norme di comportamento nel mangiare e nel bere sono le seguenti:

  1. Invocazione all’inizio e alla fine del pasto; l’Imam Ali (A) disse: «Garantisco che chi pronuncia il nome di Dio sul proprio cibo non sarà colpito da alcun dolore o sofferenza a causa di quel cibo»[8].

  2. L’Imam Ali disse all’Imam Hasan: «Se vuoi restare in salute e fare a meno del medico, osserva quattro regole: non mangiare se non hai appetito; smetti di mangiare quando non sei ancora sazio e l’appetito è ancora presente; inghiotti il cibo solo dopo averlo masticato bene; prima di dormire, soddisfa il bisogno fisiologico».[9]

  3. Lavarsi le mani prima del pasto e non asciugarle con l’asciugamano.

  4. Iniziare e terminare il pasto con il sale.

  5. Evitare di mangiare cibi troppo caldi.

  6. Evitare di soffiare sul cibo e sulle bevande.

  7. Non dormire immediatamente dopo aver mangiato.

  8. Prendere bocconi piccoli.

  9. Usare lo stuzzicadenti o spazzolarsi i denti dopo il pasto.

  10. Bere l’acqua in tre respiri, succhiandola, e non inghiottendola tutta in una volta.

  11. Non bere acqua durante il pasto.

  12. Non bere acqua subito dopo aver mangiato cibi grassi.

In definitiva, nell’Islam il mangiare e il bere non sono semplici necessità materiali, ma rientrano anch’essi nel cammino dell’essere umano verso la salute e la perfezione. Scegliere ciò che è lecito e puro, evitare gli eccessi e osservare le buone pratiche indicate dalla sharīʿa significa prendersi cura del corpo senza trascurare lo spirito, riconoscendo al tempo stesso nelle provvidenze divine una benedizione da accogliere con gratitudine.

Note

[1]. Corano: Sura al‑Baqarah (2), versetto 172.

[2]. Corano: Sura al‑Baqarah (2), versetto 173. 

[3]. Wasāʾil al-Shīʿa, capitoli sugli alimenti leciti, capitolo 10, hadith 3 e 5.

[4]. Ibidem, capitolo 12, hadith 3.

[5]. Biḥār al-Anwār, vol. 62, p. 294.

[6]. Al-Maḥāsin, vol. 2, p. 470.

[7]. Corano: Sura al-Māʾida (5), versetto 91.

[8]. Al-Kāfī, vol. 6, p. 295.

[9]. Bihār al-Anwār, vol. 62, p. 267.

A cura di Mostafa Milani Amin

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