martedì 14 luglio 2026 - 21:12
La presenza del popolo sulla scena è una delle manifestazioni del soccorso divino / Stati Uniti e Israele sono stati umiliati di fronte all’Iran

L’Ayatollah Javadi Amoli sottolinea il ruolo della fede, della presenza popolare e dello spirito di sacrificio come strumenti della grazia divina, ricordando i fattori che hanno sostenuto i successi della Rivoluzione Islamica e invitando alla perseveranza nel servizio alla società, nella lotta alla povertà e nella ricerca del compiacimento di Dio.

Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah Javadi Amoli, incontrando un gruppo di produttori e benefattori, ha espresso apprezzamento per gli sforzi economici e caritatevoli dei presenti, sottolineando che i successi e le conquiste della Rivoluzione Islamica sono il frutto della fede del popolo, della guida divina e dei sacrifici sinceri compiuti da uomini e donne impegnati al servizio di Dio.

Egli ha affermato che Dio sostiene la Sua religione talvolta attraverso aiuti invisibili e talvolta mediante la presenza degli uomini sulla scena della storia. Il sapiente iraniano osserva che nessuno avrebbe immaginato che per mesi uomini e donne sarebbero rimasti così saldi nei diversi ambiti, diventando portatori dei valori della Rivoluzione e dell’Islam. Pur ricordando il ruolo fondamentale della guida religiosa e il suo sacrificio finale, ha sottolineato che anche la presenza e la perseveranza del popolo rappresentano una delle manifestazioni della volontà e dell’aiuto divino.

Riferendosi agli avvenimenti degli ultimi decenni, l’Ayatollah Javadi Amoli ha ricordato che un tempo in Iran persino la possibilità di organizzare una preghiera per la vittoria dei musulmani contro il regime sionista era limitata; oggi, invece, grazie alla Rivoluzione Islamica, alla resistenza del popolo, al sacrificio dei martiri e alla fiducia nella forza di Dio, potenze come gli Stati Uniti e Israele hanno perso la loro pretesa di superiorità e si sono trovate in una posizione di debolezza di fronte alla determinazione dell’Iran.

Egli ha inoltre richiamato la necessità di servire la società con spirito sincero e disinteressato, ricordando che nei primi anni della Repubblica Islamica molte responsabilità furono assunte da persone dotate di grande fede e spirito di sacrificio, pur disponendo di mezzi limitati e senza cercare vantaggi personali. Tale cultura del servizio, ha sottolineato, deve continuare anche nel presente.

Parlando della guerra imposta durata otto anni, ha ricordato il coraggio dei combattenti che sacrificarono la propria vita nelle condizioni più difficili, affermando che la sicurezza e la dignità attuali sono il risultato della loro dedizione. La vittoria, nonostante la scarsità di risorse materiali, fu possibile soprattutto grazie alla fede, alla resistenza e al coraggio del popolo.

Infine, l’Ayatollah Javadi Amoli ha invitato i credenti ad aspirare a essere strumenti della volontà divina, citando la supplica dell’Imam Sajjad: «O Dio, rendimi tra coloro attraverso i quali sostieni la Tua religione… e non sostituirmi con altri». Ha inoltre sottolineato l’importanza di combattere la povertà, sostenere la produzione e il lavoro, e non lasciarsi scoraggiare dalle critiche nel cammino del servizio alla gente. Il vero criterio dell’agire umano, ha concluso, deve essere la ricerca del compiacimento di Dio e il bene dei Suoi servi.

A cura di Mostafa Milani Amin

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