Agenzia Hawzah News – La nuova crisi diplomatica legata alla Freedom Flotilla riporta l’attenzione sulla campagna internazionale “Global Sumud”, la rete civile pro-Gaza nata nel 2025 per tentare di rompere il blocco israeliano via mare.
La missione dello scorso anno aveva coinvolto oltre 500 partecipanti provenienti da più di 40 Paesi e una quarantina di imbarcazioni, con partenze anche dall’Italia, in particolare da Genova e Catania.
Anche quest’anno la nuova spedizione, organizzata insieme alla Freedom Flotilla Coalition, ha visto la presenza di attivisti italiani a bordo delle navi dirette verso Gaza, insieme a delegazioni europee, latinoamericane e mediorientali. Secondo gli organizzatori, l’operazione coinvolge centinaia di partecipanti internazionali e decine di imbarcazioni umanitarie.
Le tensioni sono esplose dopo la diffusione del video del ministro israeliano Itamar Ben Gvir, che mostra gli attivisti arrestati in condizioni umilianti, ammanettati e inginocchiati, mentre il ministro li deride e li definisce “terroristi”. Le immagini hanno provocato proteste diplomatiche in diversi Paesi occidentali.
Dopo l’Italia, anche Spagna, Canada e Paesi Bassi hanno convocato rappresentanti diplomatici israeliani. Madrid ha definito “selvaggio” il trattamento riservato agli attivisti della flottiglia, mentre il ministro degli Esteri olandese ha parlato di immagini “scioccanti e inaccettabili”.
In Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato su X la convocazione urgente dell’ambasciatore israeliano alla Farnesina: “Quanto emerge dal video del ministro Ben Gvir è assolutamente inaccettabile e contro ogni elementare tutela della dignità umana. D’intesa con il presidente del Consiglio ho fatto convocare immediatamente alla Farnesina l’ambasciatore d’Israele in Italia”.
A cura di Mostafa Milani Amin

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