Agenzia Hawzah News – L’Hojjatoleslam Gholamali, accompagnato da alcuni collaboratori, ha visitato il Centro dei media e del cyberspazio dei seminari della Repubblica Islamica dell’Iran, incontrando l’Hojjatoleslam Reza Rostami e i dirigenti del centro. Nel corso dell’incontro ha citato un hadith del Messaggero di Dio (pace e benedizioni su di lui e sulla sua Famiglia): «Dio rallegri il servo che ascolta la mia parola, la comprenda pienamente e poi la trasmetta a chi non l’ha sentita».
Ha quindi sottolineato la necessità di coniugare accuratezza e tempestività nella diffusione delle notizie, senza compromettere la qualità dei contenuti: «La “prima narrazione” è ciò che i media ricercano, ma la fretta non deve tradursi nella diffusione di notizie errate».
Richiamando le parole del martire Imam Seyyed Ali Khamenei, ha ricordato: «Sono più di cinquant’anni che ho a cuore la formazione della Umma unita; da quando ero nella moschea Keramat di Mashhad fino a oggi». Anche negli ultimi incontri, il Leader martire ha insistito sul tema dell’unità.
Ha precisato poi che l’unità non si realizza per via amministrativa: «Serve una coesione reale per resistere al nemico comune. Oggi l’unità del mondo islamico è l’unica via per contrastare gli Stati Uniti». Ha inoltre osservato che, senza l’appoggio dei Paesi arabi agli Stati Uniti, i recenti conflitti non si sarebbero verificati.
L’Hojjatoleslam Gholamali ha evidenziato i sacrifici e il ruolo spesso trascurato degli studiosi sunniti in Iran nella difesa della Rivoluzione e dello Stato, invitando i media a darne maggiore risalto. Ha ricordato che circa dodici province del Paese ospitano comunità sunnite con numerosi studiosi attivi.
Ha osservato: «Gli studiosi sunniti, come quelli sciiti, condividono la preoccupazione per la religione, il Paese e le questioni del jihad, e hanno offerto contributi significativi durante la Difesa Sacra e in diversi ambiti».
Riferendosi ai primi anni della Rivoluzione, ha quindi ricordato il martirio di alcuni studiosi sunniti nel Kurdistan per mano del gruppo terroristico Komala: «Non accettarono di offendere l’Imam Khomeini e furono brutalmente assassinati».
Ha infine sottolineato che ancora oggi i sapienti sunniti continuano la loro attività nonostante minacce esterne, concludendo: «Ci aspettiamo che il Centro dei media dei seminari valorizzi maggiormente le capacità delle scuole e dei sapienti sunniti».
A cura di Mostafa Milani Amin

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