Agenzia Hawzah News – Oltre cento sacerdoti, provenienti da otto Paesi e da diverse regioni italiane, hanno attraversato Roma martedì 22 settembre per la seconda mobilitazione della rete internazionale «Preti contro il Genocidio», nata un anno fa. La manifestazione, accompagnata da momenti di preghiera e canti, è partita dalla chiesa di Santo Spirito in Sassia, nei pressi di San Pietro, e si è conclusa davanti alla sede di Leonardo, nel quartiere Prati.
Al centro della marcia un grande sudario bianco con i nomi di circa 300 bambini palestinesi e libanesi uccisi dal regime genocida di Tel Aviv dopo le dichiarazioni dei due cessate il fuoco. I partecipanti hanno portato ramoscelli d'ulivo e pregato in diverse lingue. Alla testa del corteo erano presenti, tra gli altri, monsignor Giovanni Ricchiuti e monsignor Christian Carlassare.
Il percorso ha seguito via della Conciliazione fino a piazza Pio XII, per poi proseguire verso via di Porta Angelica, via Cola di Rienzo e il quartiere Prati. Durante il tragitto sono state previste diverse soste per momenti di preghiera e riflessione. Tra queste, una dedicata a Taybeh, località cristiana della Cisgiordania, con un canto composto per l'occasione dal sacerdote e musicista spagnolo padre Xavier Morlans.
La scelta della sede di Leonardo come punto conclusivo della marcia è stata spiegata dagli organizzatori con il riferimento al tema dell'industria militare e al commercio di armamenti a favore di Israele. Al termine dell'iniziativa sono stati richiamati anche gli articoli 1 e 11 della Costituzione italiana, insieme alla richiesta di interrompere la logica della guerra e privilegiare strumenti diplomatici e nonviolenti.
«Il nostro scopo innanzitutto è sensibilizzare le comunità cristiane», ha dichiarato all'ANSA don Rito Maresca, tra i promotori della rete. La mobilitazione, ha spiegato, nasce dalla volontà di esprimere attraverso la preghiera e la presenza pubblica solidarietà alle popolazioni colpite dai conflitti.
Durante il corteo alcuni sacerdoti hanno inoltre richiamato le parole di papa Leone XIV sulla «pace disarmata e disarmante» e criticato l'aumento delle spese e della produzione militare. Monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia, ha contestato la scelta di continuare a investire nelle armi, mentre altri partecipanti hanno chiesto una maggiore iniziativa diplomatica per porre fine ai conflitti.
La rete «Preti contro il Genocidio» ha attualmente oltre 2.500 aderenti in più di 60 Paesi, impegnati nella coraggiosa denuncia dei crimini del regime infanticida di Tel Aviv.
Quella di Roma è stata la seconda marcia organizzata dalla rete. I promotori hanno auspicato che non sia necessario ripeterla in futuro nella speranza che i crimini e i soprusi perpetrati da Israele nella regione possano finalmente cessare.
A cura di Mostafa Milani Amin

Il tuo commento