Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah Javadi Amoli, in una riflessione particolarmente significativa, richiama attraverso un hadith dell’Imam Baqir l’ultima raccomandazione dell’Imam Husayn (pace su di lui) nel momento del commiato a Karbala.
In un hadith narrato nel libro al-Kafi (vol. 2, p. 331) leggiamo che l’Imam Baqir (pace su di lui) disse:
لَمّا حَضَرَ عليَّ بنَ الحُسينِ عليهما السلام الوَفاةُ ضَمَّني إلى صَدرِهِ، ثُمّ قالَ : يا بُنَيَّ ، اُوصِيكَ بما أوصانِي بهِ أبي عليه السلام حينَ حَضَرَتهُ الوَفاةُ و بما ذَكَرَ أنَّ أباهُ أوصاهُ بهِ ، قالَ : يا بُنَيَّ ، إيّاكَ و ظُلمَ مَن لا يَجِدُ علَيكَ ناصِرا إلاّ اللّه
«Quando giunse il momento della morte di Ali ibn al-Husayn (pace su entrambi), egli mi strinse al petto e poi disse: “Figlio mio! Ti raccomando ciò che mio padre mi raccomandò quando giunse il momento della sua morte e ciò che egli mi riferì che suo padre aveva raccomandato a lui. Disse: ‘Figlio mio! Guardati dall'opprimere chi non trova contro di te alcun sostenitore all'infuori di Dio’”»
Non opprimere dunque chi è oppresso e non ha alcun rifugio!
È vero che ogni forma di ingiustizia è riprovevole, ma chi è oppresso e non ha alcun sostegno all’infuori di Dio non ha altra via che invocare: «O Dio!». E questo suo «O Dio!» è un’invocazione pura e sincera, poiché non rivolge il proprio sguardo a nessun altro e non ripone la propria speranza in alcuno se non in Lui...
(Lezione avanzata di giurisprudenza islamica, 16 Dey 1398 / 6 gennaio 2020).
A cura di Mostafa Milani Amin

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